Di Maio: 'Su governo confronto con tutti'

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"Noi non abbiamo a cuore le poltrone, abbiamo a cuore che venga fatto ciò che i cittadini attendono da 30 anni e che ci hanno dato il mandato di realizzare con oltre il 32% di consenso", ha aggiunto nel messaggio affidato al social network.

Tira dritto il leader pentastellato: "Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c'è stata una grande investitura". Sfido chiunque a dire che il nostro programma sia estremista. Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito. "Se le forze politiche non hanno compreso il segnale, forse stanno chiedendo di tornare a votare?"

Di Maio non lo dice apertamente, o meglio non può dirlo, ma essenzialmente la sua "offerta", l'idea che porterà al Presidente della Repubblica, è simile a quella di Bersani nel 2013: nessun accordo politico ma il via libera in Parlamento, attivo o passivo, dagli altri partiti alla costituzione di un governo 5 Stelle basato su una serie di punti programmatici (erano 8 quelli di Bersani, sono 20 quelli di Di Maio) su cui il confronto è però aperto. Sono le tre affermazioni chiave di Luigi Di Maio, candidato del premier del Movimento 5 Stelle, durante una conferenza alla Stampa Estera. "Chi vuole mettersi al lavoro per l'Italia e per gli italiani si faccia avanti". Siccome è la soluzione ad oggi più ragionevole visto che anche Salvini oggi a Bruxelles ha continuato a dimostrare nei fatti di non volere nessun governo mettendosi a parlare di uscita dall'euro e altre amenità che sono l'esatto contrario dell'allargamento della maggioranza di centrodestra, ecco che Di Maio l'ha bocciata.

"Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del paese e alla qualità della vita degli italiani, vogliamo stare fuori dalle diatribe dei partiti".

Con queste parole Luigi Di Maio, leader del M5S, ha lanciato con un post sul blog un appello per la formazione del nuovo governo (diretto in particolare al Partito democratico), riprendendo le parole pronunciate ieri dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti. E' giusto che le forze politiche si concentrino sugli atti da approvare. Credo che oggi Padoan sia stato molto irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo "non so" a proposito del futuro dell'Italia. Il partito guidato da Di Maio continuerà ad accreditarsi come forza di governo moderata e progressista che non fa paura ai mercati. E' stata quasi una provocazione, come a dire che "ora che me vado all'opposizione avveleno i pozzi". "In questo momento - ribadisce - dobbiamo essere tutti responsabili".