Compravendita di senatori: Berlusconi rischia un maxirisarcimento

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Nelle motivazioni di quella sentenza, andata in prescrizione il 20 aprile 2017, i giudici sostenevano che "le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola (ex direttore dell'Avanti condannato a sua volta, ndr), a De Gregorio sono state effettuate quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo". I magistrati della Corte dei Conti hanno aperto un fascicolo sui tre milioni di euro finiti nel conto del movimento di De Gregorio.

Sergio De Gregorio e Silvio Berlusconi potrebbero essere chiamati a risarcire lo Stato italiano per un presunto danno di immagine sulla vicenda della compravendita di senatori. "Tant'è vero che il 24 gennaio 2008, votando la sfiducia alla maggioranza della quale solo quattro mesi prima faceva parte, De Gregorio contribuì a mettere la parola fine al secondo esecutivo guidato da Romano Prodi", scrissero allora i giudici in merito al caso. La magistratura contabile potrebbe chiedere al leader di Forza Italia di compensare il Paese per quel danno, riporta nell'edizione odierna La Repubblica, oltre a chiedere "fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata" da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione. Al di là però della faccenda comunque opaca riguardante De Gregorio, è da ricordare che il governo Prodi cadde non tanto per questa presunta compravendita, quanto piuttosto per l'opposizione interna esercitata da altri membri della coalizione di centrosinistra, tra cui gli uomini di Lamberto Dini, l'Udeur del "trombato" Clemente Mastella e il senatore di Rifondazione comunista Franco Turigliatto.

Ma c'è di più: la Corte dei Conti pare intenzionata a chiedere a Berlusconi anche un danno d'immagine. Per avere finanziato De Gregorio, in cambio del salto di schieramento, Berlusconi è finito sotto processo a Napoli, dove è stato condannato in primo grado. Nuova battaglia nelle aule di tribunale in vista per il Cavaliere?