Commozione e lacrime nel minuto per Astori

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Il club manager, bandiera della Fiorentina, Giancarlo Antognoni ha detto prima del match: "E' stata una settimana molto difficile per tutti noi, tragica, che ci lascia il ricordo di un ragazzo stupendo, sorridente e affettuoso con tutti i compagni e con tutti noi". Buon viaggio capitano" e "Capitano vero. uomo d'altri tempi, fiorentino per sempre.

Nella domenica più triste per il calcio italiano, in cui Firenze e il pubblico viola hanno celebrato Davide Astori, capitano col numero 13, non può che colpire una suggestione. E la gara del Franchi fra Fiorentina e Benevento sarà ovviamente il centro nevralgico delle celebrazioni con la stadio che sarà tutto esaurito e che ricorderà Astori durante l'arco di tutta la gara.

Lo stadio è esploso in un forte applauso collettivo quando lo speaker ha annunciato 'E con il numero 13, il Capitano Eterno.

L'allenatore di Parma ha poi voluto dedicare qualche parola ad Astori: "Davide è una persona che chi ha conosciuto non poteva che apprezzare e ci ha trasmesso dei valori importanti". Il difensore brasiliano ha segnato il gol decisivo (la partita è finita 1-0) ed è stato il 13esimo giocatore viola a segnare quest'anno in campionato. In campo e sugli spalti, tutto lo stadio applaude per Davide Astori.

I RICORDI IN ROMA-TORINO E CHIEVO-VERONA - Nel pre e post partita di Roma-Torino e Chievo-Verona sono stati tanti gli omaggi ad Astori. Già l'ingresso dei calciatori per il riscaldamento ha creato qualcosa di magico: sono entrati tutti in campo per il riscaldamento indossando la maglia numero 13 di Astori.

"Senza dubbio è stata una settimana che non auguro a nessun altro - ha dichiarato il tecnico viola -". I giocatori, tutti e 22, quelli della Fiorentina e quelli del Benevento, si sono voltati verso la curva Fiesole dove migliaia di bandierine viola, bianche e rosse stavano formando la scritta 'Davide 13'.

Dopo il minuto di silenzio, le squadre hanno iniziato a giocare nel nome di Astori, con i tifosi viola che intonano cori dedicati a Davide. Un minuto dopo si è abbattuto sul campo un'acquazzone di proporzioni indicibili, quasi il cielo avesse davvero deciso di sfogare il suo dolore, di trasformare in pioggia le lacrime di disperazione di un'intera città.