Telecom: Elliott vuole il 6%. È partita la guerra a Vivendi

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Insomma, un manrovescio violentissimo sulla faccia di Bollorè, che non può nel frattempo distrarsi troppo dagli altri fronti che gli restano aperti, cioè le gravi ripercussioni giudiziarie del sospetto aggiottaggio mediante il quale ha scalato Mediaset a buon prezzo e i procedimenti antitrust per la vietata commistione tra reti telefoniche e televisioni che ha costruito entrando contemporaneamente sa in Telecom che in Mediaset.

Il board ha confermato i requisiti di indipendenza di tutti e dieci gli amministratori della categoria e, secondo quanto si evince dalla nota Tim, non ha fermato l'iter di approvazione della joint con Canal plus secondo la procedura parti correlate di maggiore rilevanza. "A livello di management non possiamo che dare il benvenuto a eventuali azionisti che vogliono investire nella società e quindi accogliamo favorevolmente quello che potrebbero essere dei dialoghi positivi, costruttivi", ha dichiarato l'Amministratore Delegato, Amos Genish, riferendosi ai rumors sull'ingresso nel capitale del fondo del finanziere Paul Singer.

Il fondo Elliott, l'hedge fund londinese che ha messo a disposizione di Yonghong Li le risorse per completare l'acquisizione del Milan nell'aprile dello scorso anno, punta su Telecom Italia per cercare di contrastare la modalità con cui Vivendi sta guidando la società. "E sulla governance dovranno parlare direttamente con il board e con gli azionisti in assemblea, ma per ora come azienda non abbiamo ricevuto niente", inteso come proposte concrete.

Niente sorprese dal nuovo piano di Telecom Italia che punta su digitalizzazione e contenimento dei costi.

Ma che cosa ha davvero in mente il fondo di Singer?

Il primo passaggio del piano di Elliott riguarda l'assemblea.

La SIM milanese sottolinea che oggi lo sconto tra le azioni ordinarie e qulle di risparmio e? tornato sui minimi, al 13%, per il differenziale di rendimento garantito dal dividendo minimo obbligatorio per le risparmio, ma anche per le ipotesi di conversione che agli analisti sembrano improbabili, vista la diluizione a cui andrebbe incontro Vivendi. Quando nel 2015 Vivendi aveva effettuato i primi acquisti, Tim valeva circa 1,10-1,15 euro.

In Brasile, investimenti per circa 12 miliardi di reais (circa 3 mld di euro) nell'arco di Piano saranno dedicati all'ulteriore espansione dell'UBB.

Avete provato ad utilizzare l'app della compagnia telefonica? Non trovano però riscontro - aggiunge il Sole - "le voci circolate negli ultimi mesi secondo le quali Intesa interverrebbe in appoggio ai fondi". Non sono stati forniti dettagli sulle cifre in gioco, né sul numero dei dipendenti da trasferire, ma è stato precisato che "resterà invariato il perimetro del gruppo" e che la creazione della società della rete "avverrà in conformità e nel rispetto della disciplina del golden power". "Io sono assolutamente disposto a sedermi con loro per capire cosa vogliono cambiare, migliorare", ha proseguito, dando tempo al fondo di digerire i numeri e il piano diffusi solo in tarda serata. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.