Roberto Saviano blasta Salvini 'trasformando' il suo vino in urina: "Matte', biv…"

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Nella strana atmosfera che vige dopo le elezioni del 4 marzo, commentate anche da Fiorello con un certo sarcasmo, arriva anche una risposta di Saviano a Salvini, l'entusiasta segretario della Lega che - dopo il 18% del suo partito - ha dedicato una foto ai suoi detrattori e nemici.

Ovvero Fabio Fazio, Oliviero Toscani, Vauro, 99 Posse, Gad Lerner, Saverio Tommasi e, appunto, lo scrittore campano. "Baci e abbracci", ha scritto Salvini.

Non è passato inosservato il post che ieri, fresco del successo della Lega alle elezioni, Matteo Salvini ha pubblicato sulla propria pagina Facebook. Saviano ha risposto con un messaggio molto pungente, che ha trasformato quel vino nel calice di Salvini in urina.

Una provocazione che non è andata giù a Saviano, che ha replicato su Facebook con una citazione tratta da "Gomorra". Un politico che ha insultato la nostra gente e che con il suo partito, la Lega Nord, già Lega lombarda, già Lega Nord per l'indipendenza della Padania, poi tutto a un tratto Lega soltanto, ha impoverito la nostra terra per decenni, un politico che di fatto è il principale portavoce in Italia di razzismo e fascismo, noi continueremo a contrastarlo sempre, con la nostra musica e nelle strade. La band napoletana ha duramente criticato la Lega negli scorsi mesi sia sul tema dell'immigrazione che per la decennale lotta contro i "terroni" e ora rincara: "Non riuscendo a sostenere un confronto da adulto con giornalisti, artisti, scrittori e musicisti che lo hanno semplicemente criticato o legittimamente contrastato in questi mesi - scrivono i 99 Posse - si comporta come un adolescente che si vendica contro tutti quelli che ce l'hanno con lui". E mentre i 99 Posse nel rispondergli hanno citato il filosofo francese Michel Montaigne, Roberto Saviano si diverte riportando al leghista una "storica" scena di Gomorra, con protagonisti il boss don Pietro Savastano e il suo (all'epoca) sottoposto Ciro Di Marzio: "Biv Matte', famm' capì si me pozz' fida' 'e te!".