Genitori nonni: la Cassazione toglie la figlia

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Che così è stata tolta loro e ora, dopo una lunga serie di passaggi in tribunale, la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo. "Non ci arrenderemo - ha spiegato Boscagli dopo il verdetto della Suprema Corte - dobbiamo studiare bene le motivazioni della sentenza, perché è una situazione estremamente delicata".

"E' una sentenza che non si può neanche commentare".

Ormai i coniugi Deambrosis da Casale Monferrato, 76 anni il padre e 64 anni la madre, erano diventati la coppia di "genitori anziani" per antonomasia: alla fine di un lunghissimo iter processuale però devono rinunciare alla figlia, non possono accudirla, sarà affidata in adozione a un'altra coppia.

A sostegno dei genitori di Mirabello Monferrato, a pochi chilometri da Casale, era stata creata, tempo fa, la pagina Facebook "Ridate la figlia alla famiglia Deambrosis".

La piccola, nata nel 2010 quando la madre aveva 56 anni e il padre 68, era stata allontanata dai genitori dopo una denuncia per presunto abbandono da parte dei vicini di casa, perché era stata lasciata in auto.

Come riporta La Repubblica, la Suprema Corte ha di fatto confermato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino lo scorso anno. "Se da un lato è stata tutelata la bimba in quelle che sono le proprie esigenze di vita, inserendola in un contesto familiare di genitori adottivi secondo i giudici più giovani e dunque più idonei, dall'altro lato", hanno sottolineato gli avvocati matrimonialisti "è stato violato un principio naturale e giuridico che è la salvaguardia del legame con la propria famiglia d'origine. Questi ultimi hanno pagato lo scotto della insopportabile lungaggine burocratica del processo minorile".

Inoltre, la Cassazione tiene a precisare che è arrivata a questa decisione non solo per l'età dei genitori, considerata troppo avanzata e causa di un divario generazionale difficile da colmare, e neppure è stato determinante l'episodio di abbandono della bimba lasciata da sola in auto una sera per alcuni minuti.

"La soluzione migliore - osserva ancora Gassani - sarebbe quella di consentire ai genitori biologici di continuare ad esistere per la bambina e mantenere rapporti costanti e significativi, seppur mediati da figure professionali adeguate".