Traffico rifiuti tra Puglia, Egitto, Libia e Iran: rafforzare controlli, dice Legambiente

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Con le accuse di gestione illecita e traffico transfrontaliero di rifiuti, falso e favoreggiamento, i Carabinieri Forestali di Bari hanno arrestato lunedì gli imprenditori Domenico Cassetta di Andria, Domenico Montaruli di Ruvo di Puglia e l'egiziano Deyab Ashraf. Sequestrate quattro aziende situate a Palo del Colle, Ruvo di Puglia e Andria oltre a diverse decine di mezzi pesanti e a beni per un totale di oltre un milione e settecentomila euro.

Dalle indagini, coordinate dal pm Renato Nitti, sarebbe emerso che gli indagati avrebbero spedito per anni, almeno a partire dal 2014, dai porti italiani di Bari, Genova e Salerno, un gran quantitativo di veicoli fuori uso e parti di essi: rimorchi, serbatoi, motori, pneumatici, non preventivamente sottoposti a trattamenti, bonifiche e messa in sicurezza (nonostante falsi documenti lo attestassero), ma semplicemente tagliati. "Non a caso - prosegue dunque l'associazione ambientalista -, infatti, come emerge dall'ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale".

Numerose sono le fatture sequestrate corredate da Dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di Ditte specializzate.

L'azienda capofila del gruppo, inoltre, esercitava abusivamente l'attività di centro di raccolta e demolizione, trattandosi di mera concessionaria di veicoli pesanti usati, avvalendosi della complicità documentale fornitagli dalle altre aziende indagate, quali centri di raccolta autorizzati. Il gruppo organizzato si avvaleva anche di consulenti ambientali, anch'essi indagati.

L'indagine è stata condotta dai Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Gruppo di Bari con la collaborazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Direzione Centrale Antifrode e Controlli, che ha permesso agli investigatori di localizzare e bloccare i traffici in esportazione.