Ruby ter: Pm, Francesca Cipriani non sarà sentita, è all'Isola dei Famosi

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E ancora, Francesca con la coroncina di fiori tra i capelli e il costume bianco che cerca di rompere una noce di cocco.

"Una sera, però, si ritrovò da sola con quest'uomo all'interno del negozio - ha raccontato la mamma di Francesca Cipriani -".

Francesca Cipriani è una delle concorrenti della nuova edizione dell'Isola dei Famosi: mentre lei si mette alla prova con questa nuova avventura, la mamma ha deciso di rilasciare un'intervista ad un noto settimanale dove racconta alcuni episodi spiacevoli che hanno coinvolto la figlia. Men che meno si può attivare un'improbabile rogatoria internazionale per ascoltarla come testimone. Conqueste motivazioni, in sostanza, i pm Tiziana Siciliano e LucaGaglio hanno dato parere negativo alla richiesta di processoabbreviato condizionato avanzata dal legale di Rigato, l'avvocato Corrado Viazzo. Si dovrà attendere il 26 marzo per sapere come andrà a finire una delle prime tappe giudiziarie del caso Ruby ter. La difesa avrebbe chiamato come testimone la naufraga e un noto manager di Mediaset.

Una richiesta differente rispetto a quelle inoltrate dalle altre giovani signorine dello star system, pagate dall'ex premier per dire il falso nel processo Ruby. Nel caso l'istanza venisse accolta dal gup - in seconda battuta l'imputata potrebbe anche chiedere e ottenere l'abbreviato semplice, non condizionato a deposizioni - si arriverebbe in tempi rapidi alla prima sentenza Ruby ter.

Secondo i PM la difesa potrebbe tranquillamente depositare un verbale difensivo firmato dalla Cipriani. Al centro del filone in udienza preliminare ci sono i versamenti più recenti di Berlusconi (anche già a processo a Milano con altri 23 imputati, prossima udienza il 7 maggio), fino all'autunno 2016, a Aris Espinosa, Elisa Toti, Miriam Loddo e alla stessa Rigato in cambio, secondo l'accusa, del loro silenzio nei processi sul caso Ruby. Ad oggi il legale di Berlusconi ha domandato al gup che venga annullata parte degli atti che devono ritornare nelle città di Monza e Treviso. I pm si sono opposti evidenziando anche un "paradosso": nel procedimento Ruby ter a Torino, infatti, la stessa difesa di Berlusconi ha chiesto che gli atti tornino di nuovo a Milano.