Morto lo storico Giuseppe Galasso, esperto meridionalista e seguace di Benedetto Croce

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Docente nelle università di Salerno, Cagliari e Napoli, ha scritto nel corso della sua carriera numerosi saggi compresa una Storia d'Europa per Laterza e altri libri sulla storia dell'Italia meridionale e sul Risorgimento.

Ordinario di storia medievale e moderna all'Università Federico II dal 1966, è stato preside della facoltà di Lettere e filosofia dal 1972 al 1979.

È morto ieri, nella sua casa di Pozzuoli, lo storico partenopeo Giuseppe Galasso, tra i tanti cordogli pubblici, come il ricordo del Presidente Mattarella, una nota stampa del Centro Dorso di Avellino. Ma oggi mi piace ricordare soprattutto un altro grande lascito di Giuseppe Galasso al nostro Paese: il concetto di tutela del paesaggio come bene culturale, un concetto prima culturale e poi normativo a cui si è dedicato per lunghi anni ed in particolare durante i quattro anni da sottosegretario di Stato al Ministero per i Beni e le attività Culturali (1983-1987) fino alla stesura della legge 'pilastro' del settore della tutela paesaggistica in Italia che giustamente porta il suo nome: la legge 431 del 1985 "Disposizioni per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale", da tutti conosciuta come "Legge Galasso".

Galasso è stato presidente della Società napoletana di storia patria dal 1980; componente il consiglio scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino; presidente della Biennale di Venezia dal dicembre 1978 al marzo 1983 e della Società Europea di Cultura dal 1982 al 1988; dal 1977 è socio dell'Accademia dei Lincei. Alla sua cultura di storico e di studioso del pensiero politico ha saputo unire una ricca umanità e una incrollabile passione civile, che ha animato nel tempo il suo impegno e ha contribuito a rafforzarne l'autorevolezza.

Nel 1975 Galasso fu eletto sindaco di Napoli con l'incarico di costruire una giunta, ma il mandato non andò in porto e fu un'occasione mancata per la città. Attivo anche durante la legislatura di De Mita come sottosegretario al ministero per l'Intervento Straordinario nel Mezzogiorno.

Con la scomparsa di Giuseppe Galasso il nostro paese perde un esempio della buona politica. "Desidero esprimere l'apprezzamento della Repubblica per il suo insegnamento e la vicinanza e la solidarietà ai familiari, agli amici che si nutrivano del confronto con lui, a tutti coloro che l'hanno conosciuto e apprezzato nel suo ruolo di professore, di esponente del pensiero laico e liberale, nel suo impegno politico e di governo, nei suoi studi che sono continuati fino a quando le forze lo hanno consentito".