Abusi sessuali, Medecins sans Frontieres si autodenuncia: "24 casi anche da noi"

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Lo scorso anno, rende noto Medici senza frontiere, c'erano oltre 40 mila componenti dello staff che operavano sul campo e ci sono stati 146 rimostanze o segnalazioni relative ad "abusi di potere, discriminazioni, molestie e altre forme di comportamento scorretto [VIDEO]". Dopo il terremoto che ha scosso il settore umanitario con le rivelazioni sulla britannica Oxfam, Msf è venuta allo scoperto spontaneamente, annunciando 24 casi al proprio interno nel 2017.

Cresce la vicenda degli scandali relativa alle molestie sessuali [VIDEO] che interessano il personale delle associazioni del settore umanitario. Licenziati in tronco 19 degli autori, "sanzionati con misure disciplinari o sospensioni" gli altri.

La nostra leadership, ha però voluto aggiungere l'ong impegnata sui sanguinosi teatri di guerra, "si è impegnata inequivocabilmente a combattere gli abusi". La stessa organizzazione ha poi sottolineato di aver sottostimato i comportamenti scorretti: "Ci aspettiamo che tutto il personale rispetti i nostri principi guida, come stabilito nella nostra carta", ovvero "fornire assistenza alle popolazioni in difficoltà e rispettare il nostro codice etico professionale".

"Non tollereremo - conclude - nessun comportamento del nostro staff che sfrutti la vulnerabilità di altri, né degli impiegati che cercano di trarre vantaggi dalla loro posizione".

Medici senza frontiere accerta poi che "anche se le avvertenze di abusi tramite i nostri strumenti di rimostranza sono in costante crescita, i comportamenti inadeguati continuano ad essere sottovalutati".

Chissà, se le anime belle di Medici senza frontiere avrebbero avvertito l'opinione pubblica, quella cui con spot strappalacrime chiedono fondi, se non fosse deflagrato l'analogo scandalo dell'altra ong, Oxfam. Scandali che coinvolgevano caschi blu delle Nazioni Unite sono venuti alla luce ripetutamente a partire dagli anni Duemila. Indagini e sanzioni hanno avuto inizio in particolare in Congo, Haiti, Africa Centrale e Nepal.