Sicilia: Cgil, sbagliata mancata riconferma Antoci per parco dei Nebrodi

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Quale assetto di potere si è voluto ripristinare?

"Rispettiamo le prerogative del Presidente della Regione nella scelta dei dirigenti della Regione e degli enti, la mancata riconferma di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi tuttavia ci sembra una scelta certamente da non condividere perché si lascia sola una persona che ha dimostrato autorevolezza, competenza e rigore nella lotta all'illegalità e che proprio per questo suo impegno ha subito un attacco violento della mafia".

Il governatore siciliano NelloMusumeci ha revocato l'incarico di presidente del Parco deiNebrodi a Giuseppe Antoci, il cui mandato sarebbe scaduto ilprossimo ottobre. In merito anche i sindaci hanno inviato una lettera al presidente Musumeci nella quale esprimono preoccupazione: "Dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l'ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica".

Il Parco dei Nebrodi gode della considerazione delle Istituzioni ma soprattutto dell'apprezzamento di tanti cittadini appartenenti a diversi target di riferimento: studenti, turisti, ricercatori, appassionati di enogastronomia: un apporto indispensabile, oggi sotto gli occhi di tutti. Nei mesi trascorsi dall'insediamento del governo regionale - prosegue Antoci - non ho mai sentito nessuno, se non l'assessore Bernardette Grasso che ringrazio per le sue parole di stima. I migliori devono rimanere nei posti cruciali, al di là dell'appartenenza politica. "Con questa scelta l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente". "E' un segnale tremendo, un vero e proprio gesto di tradimento istituzionale, nei confronti di un uomo che rischia la vita nella lotta contro la mafia". "Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti - ha ricordato -, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone".

Antoci redasse un "protocollo" "recepito - ricorda ora - dal nuovo Codice antimafia il 27 settembre 2017 e adesso è applicato in tutta Italia". Antoci, che il 18 maggio 2016 subì unattentato, ringrazia chi gli è stato vicino in questi anni e, ironicamente ringrazia anche il presidente della Regionesiciliana: "Attraverso la mia rimozione e il relativocommissariamento del Parco, mi ha fatto comprendere, in manierainequivocabile, da quale parte sta".

"In questo percorso - spiega - siamo riusciti a rimettere in moto un pezzo di territorio fra i più belli del mondo". Antoci non ha incrociato la "mafia dei pascoli", come riduttivamente e furbescamente qualcuno sostiene per minimizzare la portata della sfida, ma la "mafia dei terreni", violenta, ricca e potente, in grado di fare affari e produrre profitti superiori allo stesso traffico di droga.