Primo oro per l'Italia, Arianna Fontana mette in fila tutte e trionfa

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Le Olimpiadi di PyeongChang, per lei, sono appena cominciate. Giovanni Malagò mi ha fatto i complimenti perché sono la prima portabandiera dell'Italia a vincere un oro. Sono il tratto distintivo e indelebile della sua storia bella e vincente. Fontana tra l'altro ha vinto stabilendo il nuovo record italiano in 42.569. Nel finale Arianna Fontana chiude la porta alla sudcoreana Choi Minjeong e vince al fotofinish per 22 centimetri. "Aspettavo questa vittoria da tanto, credevo potesse arrivare a Sochi e non è stato così". Da veri capitani coraggiosi, Arianna Fontana e Federico Pellegrino non hanno tradito le attese, confermandosi patrimoni di inestimabile valore per lo sport italiano.

Nel 2015, a Mosca, disputa il suo miglior mondiale, conquistando una medaglia in tutte le discipline (oro sui 1500, bronzo su 500 e 1000 e in staffetta), che valgono il secondo posto e la medaglia d'argento finale. Che soddisfazione". E non si ferma: "Sono contento, ma non ci fermiamo qui: "speriamo di divertirci ancora".

"Ringrazio le persone che hanno creduto in me, saltato sui divani, esultato e gioito per me. Lo sapevo, lo volevo, ho inseguito questa medaglia e ora sono felice". A precisa imbeccata, la Fontana ha risposto dicendo di avere altre gare da disputare a Pyeongchang, e di non averci ancora pensato. E finisce al collo dell'ex ragazzina terribile dello short track. In casa azzurra piccola delusione per Martina Valcepina, uscita nei quarti di finale, ma per entrambe ora ci sarà l'impegno della staffetta, giunta in finale il prossimo 20 febbraio.

Arianna Fontana, in virtù dell'ottima prestazione esibita in batteria, sfrutta il vantaggio di partire alla corda. Piccolina ma con un carattere da vendere e tutte le avversarie si sono dovute inchinare. Terza è arrivata la canadese Kim Boutin. Scommettiamo allora che il prossimo raffigurerà cinque cerchi pieni d'oro? Per l'Italia, gareggiano Tommaso Dotti e Yuri Confortola (nella foto sopra). C'è l'olandese già superata nei quarti di finale, un "peperino" che sul ghiaccio non lascia mai nulla d'intentato.