Piattaforma Saipem bloccata dalla Turchia, Erdogan prende a pesci in faccia l'Italia

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Con le recenti scoperte di idrocarburi fatte nelle acque del Mare Nostrum, Zohr in Egitto, Afrodite e Calipso al largo delle coste cipriote, si apre la possibilità di potenziare quel corridoio Sud rimasto orfano del South Stream che per l'Italia avrebbe un elevato valore strategico e che andrebbe a controbilanciare la posizione di forza della Germania che con la (possibile) realizzazione di Nord Stream 2 (al momento invischiata nelle consuete controversie tra Commissione Europea, Gazprom, Polonia e Germania) acquisirebbe una consistente posizione di vantaggio diventando il primo punto di approdo del gas russo in Europa con l'Italia che sarebbe costrette ad acquistare il gas russo a un prezzo maggiorato dai costi di trasporto.

Con un'altra mossa provocativa la marina militare turca ha bloccato la nave Saipem 12000 dell' Eni Italia, impegnata in attività di trivellazione all'interno del blocco 3 delle acque della zona economica esclusiva ( ZEE) della Repubblica di Cipro. Un giacimento promettente su cui non esistono stime precise ma che secondo indiscrezioni circolate sui media ciprioti potrebbe garantire potenzialmente tra i 170 e i 230 miliardi di metri cubi di gas, al di sopra dei 128 miliardi di metri cubi delle riserve di Afrodite, l'altro grande giacimento scoperto nelle acque di Cipro nel 2011.

A quasi una settimana dall'intercettazione operata dalla marina turca, in ogni caso, una soluzione definitiva sembra ancora lontana. Con questa motivazione, il passaggio da quella zona è stato vietato anche ad alcuni mercantili. "Noi aspettiamo. Chiaramente non possiamo aspettare per sempre". Al lavoro c'è la diplomazia italiana, con contatti ai massimi livelli per cercare di sbloccare la situazione, in raccordo con le ambasciate ad Ankara e Nicosia.

La condanna di Atene, le pressioni Ue. Ankara rischia non solo di perdere la corsa all'accaparramento dei giacimenti, ma anche di vedere compromesso il suo progetto di fare dell'Anatolia un corridoio strategico verso l'Europa. Lo sfruttamento delle risorse dell'isola, suggeriscono da Ankara, sarà anche sul tavolo dell'atteso summit che il 26 marzo vedrà Erdogan faccia a faccia con Jean-Claude Juncker e Tusk a Varna, ospiti della presidenza bulgara di turno. "Abbiamo già perforato dei pozzi in analoghe condizioni, nella Economic zone di Cipro e non ci è successo assolutamente niente". Sull'isola, l'Eni ha inviato il suo dirigente responsabile per una missione già programmata ma che adesso si focalizzerà ovviamente sulla crisi della Saipem 12000.