Numero uno Facebook in Europa: sono malata di cancro

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E ancora una compagnia scioccata dall'elezione del presidente Trump, avvenuta anche per 'colpa' di Facebook incapace di gestire le fake news russe, anzi ne ha "tratto solo profitto", come denunciato dall'attore canadese Jim Carrey, che per protesta si è cancellato dal social e ha venduto tutte le azioni della società in suo possesso. La dinamica negativa sembra essere dimostrata anche dall'analisi del comportamento degli utenti più giovani, che stando a quanto riportato da uno studio di eMarketer, citato dall'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, si starebbero spostando verso Snapchat: "Nel 2018 meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social network più grande al mondo almeno una volta al mese". Fino ad arrivare alle critiche mosse dagli editori e alla fuga dei teenager, che iniziano ad abbandonare Facebook in favore di Snapchat.

Guardando il rovescio della medaglia, è possibile constatare come i contenuti che Zuckerberg vuole eliminare, in realtà, stavano lentamente allontanando le persone da Facebook. Una vera e propria disfatta, dunque, che dimostra che neanche l'ottimista, brillante Mark Zuckerberg è invincibile. Si tratterebbe in sostanza di una sorta di "Non mi piace". Secondo l'inchiesta, è stato proprio l'insinuazione di Fearnow a far precipitare le cose: nel maggio del 2016, il giornalista rivela a Gizmodo che "a Facebook le notizie di orientamento conservatore venivano sistematicamente rimosse". I manager di Facebook, però, non vogliono che si parli di "non mi piace", nonostante la Rete chieda da tempo un tasto "dislike". E cambia algoritmo, portandosi dietro le critiche di tutto il mondo dell'editoria, che ormai conta su Facebook per pubblicità e accessi. La sentenza emessa dal tribunale regionale di Berlino apre infatti, potenzialmente, a conseguenze importanti, soprattutto nell'utilizzo stesso del social network da parte degli utenti, pur sottolineando ulteriormente come non si tratti di una sentenza passata in giudicato, cioè definitiva. La manipolazione di informazioni e immagini online, in particolare tramite i social media e in generale con media digitali, viene utilizzata per distorcere la nostra percezione (e influenzare la nostra politica) con modalità che non hanno precedenti. Insomma, il messaggio è chiaro: Facebook non implora a nessuno di rimanere. "Si connettono a Facebook per la famiglia e gli amici", ha ribadito.

La corte tedesca ha anche sostenuto che Facebook, vietando agli utenti di usare nickname, ha in realtà messo in atto un modo occulto di ottenere il loro consenso di utilizzarne i rispettivi nomi a fini commerciali e di catalogazione.