Bollette: il Tar boccia il ricorso di Tim, Fastweb e Wind Tre

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A suo dire vanno stornati gli importi che le compagnie hanno incassato a partire dal 23 giugno 2017 - sottolinea -, data di entrata in vigore della delibera di marzo. In secondo luogo, si ha premura per gli "equilibri finanziario-contabili delle aziende" e mai per quelli delle famiglie italiane che si vedono cambiare unilateralmente i contratti commerciali senza nemmeno potersi ribellare, dato che gli operatori sono pochi e fanno cartello applicando le stesse condizioni contrattuali.

Proprio per questo il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) ha optato per la sospensione "in via cautelare".

Ok al provvedimento dell'Agcom sulle bollette mensili e rimborsi ai consumatori per ora fermi, almeno fino al prossimo ottobre. Così ha deciso il Tar sui ricorsi presentati da Vodafone e Wind rinviando alla trattazione di merito.

Sulla base di questa delibera Dunque, il garante pare abbia inflitto a Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb una sanzione da circa 1 milione 160 mila euro. Entro fine mese il tribunale si esprimera' anche sui ricorsi di Telecom e Fastweb. Insomma, queste sentenze confermano l'iniziativa del Garante per le Comunicazioni che ha indicato nella fatturazione solare quella da seguire e quella cui le società telefoniche avrebbero dovuto uniformarsi già dal giugno 2017.

Congelato l'obbligo di rimborso automatico per gli utenti di telefonia fissa per la fatturazione delle compagnie a 28 giorni che sarebbe dovuto partire ad aprile.

"Insomma troppi soldi da mettere sul piatto ed eventualmente da richiedere indietro agli utenti in caso di vittoria", commenta il Sole 24 Ore.

Ecco perchè, da un lato, abbiamo denunciato alcune diffuse irregolarità formali nel ripristino della fatturazione mensile (agli operatori telefonici si è aggiunta anche la paytv Sky che sembra stia fornendo informazioni scorrette sulla facoltà di recesso prevista in favore della clientela in presenza di modifiche contrattuali), dall'altro, stiamo facendo di tutto per fermare gli aumenti, tanto sul versante della loro legittimità, tanto su quello della possibile condotta anticoncorrenziale.

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