Berlusconi rilancia il ponte sullo Stretto, cosa ne pensa il M5s

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È quanto denuncia il deputato M5S Riccardo Nuti che, a riguardo, prima dello scioglimento delle Camere, ha presentato un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, chiedendo loro "cosa intendano fare per chiudere la società". Berlusconi è tornato per davvero, con il pacchetto all-inclusive e dentro c'è anche la mega-infrastruttura che dovrebbe collegare Reggio Calabria a Messina. "L'opera venne pertanto inserita come prioritaria nei dieci corridoi europei dei quali ben quattro riguardavano l'Italia, ponte compreso".

"Oggi Di Battista ha detto la più grande delle sciocchezze".

"Entro il 2023, alla fine dell'attuale legislatura, il Governo Regionale si propone di porre la prima pietra del ponte di Messina. Poi i corridoi europei vanno però fatti e fatti bene, perché altrimenti l'Italia non può competere e dobbiamo ricordarci che servono merci che viaggiano su treno altrimenti non sono competitive".

Anche da Liberi e Uguali arriva il secco no: "Tornano le elezioni e torna la passione della classe dirigente di questo Paese, da Berlusconi a Renzi, per il Ponte sullo Stretto". Vorrei ricordare a Berlusconi, l'ultimo in ordine di tempo che ha rispolverato il Ponte sullo Stretto", ha detto Erasmo Palazzotto, candidato in Sicilia con LeU, "che quell'opera mai iniziata è già costata ai contribuenti italiani quasi un miliardo di euro. Il Ponte è un'opera pubblica buona solo per le clientele e per gli affari delle mafie e assolutamente inutile per lo sviluppo del paese. "Solo i demagoghi e coloro che puntano alla decrescita felice o che stoltamente non credono all'integrazione delle diverse modalità, possono esprimersi come coloro che sono intervenuti sul rilancio della realizzazione del Ponte sullo Stretto", ha spiegato Uggè.