Bitcoin, gennaio da dimenticare. L'ultima grana da Facebook

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Bitcoin ha chiuso il 2017 con una performance da record ed ha iniziato il 2018 con rialzi che non si vedevano da tempo.

Il manager ha anche fornito alcuni esempi di messaggi accattivanti che al contrario nascondono le insidie di una truffa ben congegnata: gli slogan che invitano a comprare "ORA con il 15% di sconto", o che presentano un prodotto come "una criptovaluta senza alcun rischio che permette pagamenti a chiunque" non saranno più autorizzati sulle pagine del social più usato al mondo. Dopo avervi mostrato la rivoluzione in atto per quanto riguarda il News Feed e il nuovo tool dedicato ai gamers, vi comunichiamo che Facebook si è schierato assolutamente contro le pubblicità sulle criptovalute. Ricordiamo che all'inizio di gennaio lo stesso Ceo, Mark Zuckerberg, aveva pubblicamente elogiato le monete matematiche in un post, considerandole uno degli strumenti - insieme alla crittografia - che permettono di "restituire potere nelle mani delle persone" togliendolo dai "sistemi centralizzati". "Questa politica è intenzionalmente ampia mentre lavoriamo per individuare meglio le pratiche pubblicitarie ingannevoli e fuorvianti", ha affermato, aggiungendo anche le sue filiali Audience Network e Instagram fanno anche parte della nuova regola. E si era ripromesso di studiare gli aspetti negativi e positivi di tali tecnologie.

Facebook chiude le porte alle cryptocurrencies, Bitcoin compresi, e alle Ico, Initial Coin Offering. "Diverse aziende che pubblicizzano ora ico e criptovalute non operano però in buona fede", mette in evidenza il responsabile della gestione del prodotto del colosso social media, Rob Leathern. Chi acquista questi token spera che il progetto dell'azienda abbia successo e che la sua moneta acquisisca valore.

Si tratta delle prime mosse prese dalla nuova unità cyber della Sec, nata a settembre per concentrarsi su comportamenti scorretti nel settore delle ICO e delle tecnologie blockchain (quelle basate su un registro distribuito come Bitcoin), oltre che su possibili attacchi informatici alle piattaforme di trading e sulle campagne di disinformazione online in campo finanziario.