Elezioni: i candidati del Pd, liste uscite nella notte

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La minoranza esce. Le liste sono approvate: ci saranno ventiquattro ore per i ricorsi. "Abbiamo ricevuto dei no, alcuni mi hanno fatto male" ha detto il segretario Matteo Renzi nel corso dei lavori. Perché un uomo che ha lasciato la Democrazia Cristiana 27 anni fa, contro la degenerazione della partitocrazia e le collusioni tra mafia e parte della Dc siciliana, prende la tessera di un partito da lui aspramente criticato nel passato, un partito di cui ha rifiutato il simbolo nella corsa a sindaco, che ha sostenuto i quattro disastrosi governi Crocetta da lui definiti "calamità istituzionale" e ordito disinvolte operazioni di riciclaggio di vecchio personale politico di cuffariana e lombardiana memoria? La giornata decisiva dovrebbe essere oggi, dal momento che per domattina è convocata a Roma la direzione nazionale del partito che dovrà approvare le liste. Una mossa da vecchio democristiano, quella di Orlando, che ha consentito di abbassare le quotazioni del Nazareno e, quindi, approdare nel Pd da azionista che conta.

Ascani: "Renzi impreziosisce" A esprimere soddisfazione, invece, è la deputata Ascani che da candidata capolista alla Camera ha l'elezione in tasca: "È per me un onore - dichiara Ascani e una grande responsabilità guidare la lista dei candidati del PD per la Camera alle prossime elezioni politiche". Passata la lunga notte delle liste del Pd Flavio Corradini, ex rettore Unicam, scioglie così riserve e tensioni sulla sua candidatura, ormai ufficiale. "Ognuno deve fare le scelte che ritiene più giuste ma complessivamente dobbiamo iniziare a fare la campagna elettorale". La Direzione Pd che dovrebbe approvare le liste per Camera e Senato, convocata inizialmente per stamane, è slittata alle 16. Le divisioni che avevamo immaginato nel centrodestra stanno diventando realtà e questo è un segno positivo per la nostra campagna elettorale, fotografato anche da alcuni dati di recupero dei sondaggi. Comunque credo che non sia il momento di fare polemica. Ma dalla maggioranza del partito si fa notare che sarà richiesto a tutti un "sacrificio" nelle candidature, poichè rispetto a questa legislatura la pattuglia parlamentare del Pd è destinata ad assottigliarsi. Renzi, candidato Senato in uninominale Firenze, proporzionale Umbria e Campania.

Anche tra le truppe renziane, però, si raccontano ore "da psicoanalisi".

Per il Senato invece ai 7 eletti nei collegi uninominali se ne sommano 11 dai plurinominali proporzionali: sei nel collegio Toscana Senato 1 (Firenze-Prato-Pistoia-Lucca-Massa Carrara, ma dove ci sono anche Loro Ciuffenna e Castelfranco Pian di Scò) e cinque per il collegio Toscana 2 (Pisa-Livorno-Grosseto-Siena-Arezzo con l'aggiunta di Fucecchio, Gambassi e Montaione). E' il lista anche l'ex presidente della Basilicata Vito De Filippo.

Roberto Giachetti scrive a Renzi: "caro Matteo, rinuncio al paracadute". E' confermata la candidatura del presidente del gruppo S&D Gianni Pittella a Potenza e di Maria Elena Boschi nel collegio di Bolzano.