Lotito a Tommasi: "Non mi sono candidato, mi hanno indicato"

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La Lega, intesa nella sua collegialità, ha deciso di non decidere, ma Lotito vuole candidarsi ugualmente alla presidenza Figc. Sono stati ascoltati tutti con criterio. "Il fatto però che non siamo riusciti ancora a trovare una convergenza mi preoccupa molto". Il parere generale è che ci sia bisogno di profonde riforme, dalla gestione dei settori giovanili all'organizzazione del campionato di Serie A: l'elezione del nuovo presidente dovrebbe rappresentare il primo passo verso queste importanti modifiche. Ognuno ha detto la propria, l'assemblea non si è pronunciata sulla candidatura né su una candidatura di appoggio.

Il Presidente Gravina, che ha presentato il programma, ha illustrato ai club la sua piattaforma programmatica. Non è impossibile cambiare in tempi brevi, ma il mio obiettivo è creare le condizioni in cui lavorare per la federazione rappresenti l'ambizione di una vita, per far questo servono persone e idee, oltre che dare l'impressione di pensare più avanti rispetto al prossimo futuro. Ha avuto poi esperienze in Spagna, Inghilterra e Cina. Cosi' Gabriele Gravina ai giornalisti al termine dell'assemblea dei club.

"La candidatura di Lotito alla Figc?". Al momento può contare sul 20 per cento dei voti dell'Associazione Italiana Calciatori e sul 10 per cento garantitogli da Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori. Dal 2015 è al timone della Lega Pro.

Capire chi possa spuntarla, oggi, non è lecito. È stato presidente dell'Avellino, come il padre, e della provincia.

Cosimo Sibilia è il candidato all'unanimità per le prossime elezioni della Figc, in programma il 29 gennaio 2018. I colloqui in corso tra la commissione ristretta della Lega Serie A e le componenti federali sembrano infatti orientati alla fumata nera sulla possibile scelta di un candidato comune. Non è uscito però alcun nome condiviso da tutti. L'assemblea ha espresso consenso unanime alla sua candidatura. "Se fossimo una società, noi saremmo l'azionista di riferimento con il 34 per cento".

Contro Lotito e la sua candidatura non è un mistero la posizione ferma di Juventus, Roma e Torino che hanno puntato il dito contro la gestione della Lega da parte del numero uno della Lazio.