Inchiesta sul Milan, Berlusconi ha riciclato denaro?

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Secondo i giudici del Capoluogo lombardo, la Società potrebbe essere stata venduta ad un prezzo gonfiato e successivamente, sarebbe rientrata quella che viene definita una "cifra sostanziosa". Dunque, l'ipotesi di reato è di riciclaggio.

L'inchiesta della procura va ad aggiungersi a tutte le vicende poco chiare che hanno caratterizzato la vendita del Milan, sin dalle sue primissime battute. Da dove provengono quei 740 milioni che l'imprenditore cinese Yonghong Li ha versato in più tranche per assicurarsi la prestigiosa società di calcio.

E' "bufera" sul Milan come scrive in prima pagina l'edizione odierna de La Stampa, c'è un'inchiesta sulla vendita del Milan ai cinesi: "Il sospetto di una vendita gonfiata: una cifra fuori mercato pagata attraverso canali internazionali". Secondo iquotidiani, la Procura di Milano avrebbe avviato l'indagine dopoaver constatato che la vendita del Milan era avvenuta ad unprezzo di almeno 300 milioni di euro (su 720) superiore al realevalore della società. Per questo sarebbero partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. Per sgombrare il campo da equivoci e voci che si rincorrevano, l'estate scorsa era stato l'avvocato storico dell'ex Cavaliere, Niccolò Ghedini, a consegnare in procura i documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese ("lecita provenienza di fondi", l'esatta dizione del documento ufficiale passato al vaglio di esperti di finanza). Infine, "in gran segreto, nei giorni scorsi, i pm - scrive La Stampa - hanno avviato un'inchiesta che tra le varie ipotesi comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio".