Germania, svolta per il governo: accordo su Grande Coalizione

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Anche i negoziatori dell'Unione (Cdu-Csu) e quelli del Spd hanno dato parere positivo all'intesa raggiunta dai dirigenti dei tre partiti e rispettivi capi-gruppo. Lo riferisce la Dpa, precisando che i rappresentanti dei tre partiti sarebbero sul punto di annunciare l'apertura dei negoziati per dar vita ad un governo. Vi abbiamo già spiegato la base dell'accordo sul tema migranti, con il limite sul ricongiungimento familiare, ma anche il tema tasse ha visto importanti novità. Secondo quanto viene riportato dai media tedeschi, i cristianodemocratici, la Csu e la Spd sono riusciti a buttare giù una trentina di pagine di intesa per il governo Merkel dei prossimi quattro anni. Un accordo definitivo dipende ancora dall'assenso dei gruppi di negoziatori. Per il 21 è previsto il congresso straordinario della Spd chiamato a ratificare tale intesa. "Le persone vogliono che il Paese funzioni", ha continuato Merkel, provata dalla no-stop di oltre 24 ore di trattative.

"Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale", ha detto il leader del partito socialdemocratico Martin Schulz, mettendo l'accento sui risultati raggiunti "per un contratto di governo" sullo stato sociale, con l'aumento degli aiuti alle famiglie, gli investimenti nel sistema della formazione. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel ha commentato l'accordo raggiunto a Berlino fra i conservatori della Cdu-Csu e i socialdemocratici di centrosinistra (Spd) per formare una coalizione di governo. Come sottolinea il Corriere della Sera, il contributo di solidarietà per la riunificazione della Germania (Soli) sarà progressivamente ridotto di 10 miliardi entro il 2021. Il livello delle pensioni resterà tale fino al 2025 e saranno aumentati i contributi per il dopo-scuola, l'accesso gratuito agli asili nido e la crescita dei figli.

Infatti, la Merkel e Schulz hanno affermato che vogliono diventare protagonisti o, in un certo senso, dare una mano all'Unione Europea in modo da finanziare i progetti che si vogliono attuare anche in futuro e che ora a causa delle carenze economiche non si possono realizzare.