Tasse, l'Europa pronta a annunciare un balzello sulla plastica

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Oettinger anticipa alcuni dei nuovi strumenti finanziari che verranno discussi in questi mesi a partire dalla proposta di reindirizzare i proventi dell'ETS, il mercato di carbonio comunitario, al budget europeo piuttosto che a quelli nazionali. Ciò in quanto, lo sanno tutti: ridurre il consumo della plastica è fondamentale per la sopravvivenza del nostro Pianeta e non c'è miglior modo di ridurre i consumi se non attraverso l'imposizioni di costi e tasse. La tassa andrà in ogni modo a sanare i bilanci delle casse europee, colmando in parte quel buco da 12-14 miliardi che si aprirà dopo la Brexit.

A parlarne per primo è stato il commissario al bilancio Gunter Oettinger.

Lo scopo è sicuramente nobile e più che condivisibile, ma passando al meno sofisticato livello pratico, ci si domanda: chi pagherà la nuova tassa sulla plastica? .

La Commissione europea presenterà la prossima settimana, un pacchetto di misure fra cui una tassa sulla plastica per reperire risorse da destinare al bilancio europeo. Chi dovrà mettere mano al portafoglio per un mondo più pulito? "Noi produciamo e utilizziamo troppa plastica", ha insistito il Commissario, "nonostante il riciclaggio questa plastica finisce nei rifiuti, nell'interesse dei mari, degli animali, dei pesci e dei mammiferi, nell'interesse dei nostri paesaggi dobbiamo ridurre la quantità di plastica utilizzata". Dal 1 gennaio la plastica non va nemmeno più in Cina, dove "diventava giocattoli per bambini". A pagare sanno i consumatori (come già avviene per i sacchetti della spesa) o i costi graveranno sui produttori?

Bruxelles sta ancora valutando se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla oppure il prodotto finito, e se ci saranno esenzioni, ad esempio, per prodotti di uso quotidiano come i cartoni del latte. "Dal primo gennaio la Cina ha chiuso il mercato e noi dobbiamo ridurre la quantità di plastica".