Maroni: "Salvini con me è stato stalinista" La replica: "Ho dovuto adeguarmi"

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E il leder della Lega, Matteo Salvini, ha replicato sempre in un'intervista rilasciata al 'Corriere della Sera', commentato così la scelta di Maroni di non ricandidarsi come governatore della Lombardia: "Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva". Avrei preferito che si ricandidasse. "Se solo volessimo aggiornarlo ai nostri giorni dovremmo dire che l'estremismo è la malattia infantile della politica". Berlusconi mi ha detto: "'cancelleremo le parti negative' e gli ho risposto 'perché? ce ne sono di positive?", rimarcava ieri il leader della Lega Nord ai microfoni di Rai Radio 1.

"Maroni ha fatto una scelta personale e va rispettato - ha aggiunto Tosi - La risposta di Salvini alla scelta di Maroni è inaccettabile". L'ex governatore ha lanciato in pista il varesotto Attilio Fontana, ma il Cavaliere temporeggia: "Stiamo valutando i risultati dei sondaggi che indagheranno quali potranno essere i risultati di uno scontro Gori-Fontana o di un altro candidato". "Io non faccio patti segreti e stranezze, dunque non penso li facciano neanche gli altri". Conferma Salvini anche se, ammette, "ci sono alcuni passaggi da salvare". Sosterrò il segretario del mio partito. "Lo confermo, non per fare il presidente del consiglio, ma per fare il presidente del Milan se se lo ricompra". "È questo uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a ragionare su un futuro diverso, lontano da un modo di fare politica che capisco ma che, le dico la verità, proprio non mi appartiene". "Matteo Salvini si è comportato come un leader stalinista nei miei riguardi dopo la scelta di non ricandidarmi alla presidenza della Regione Lombardia". "Consiglierei al mio segretario - continua Maroni - non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin".