Lazio, Lorenzin: LeU con Pd solo senza di noi? Inverosimile

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Comunque, avverte, "non ha senso fare ammucchiate contro la destra, operazioni di ceto politico. Serve una proposta alternativa di sinistra rispetto a quella della destra". "Più noi saremo forti più il Pd potrà essere spinto a cambiare".

"Con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche", "nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri". Insomma, l'accordo su Zingaretti non viene affatto dato per scontato dal Pd, nè che prevalga la linea di Mdp: i bersaniani sono per l'intesa sia nel Lazio che (pure con molte perplessità) in Lombardia, Sinistra Italiana per andare da soli in entrambi i casi.

"Anche solo discutere - sostiene Rossi - della candidatura di Bassolino in Campania è un autogol perché per la sua storia e la sua popolarità dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma". E precisa: "Non pretendo di avere la verità. È solo quello che io penso". E per Veltroni "sarebbe un vero e proprio delitto presentarsi divisi in due regioni fondamentali per il Paese". "Civica Popolare è una forza politica, non è una lista elettorale o un'alleanza istituzionale ma stiamo parlando di una forza politica che si allea strutturalmente in una alleanza politica, in una coalizione, con il PD, quindi ritengo che qualsiasi ipotesi di questo genere sia surreale". C'è chi ipotizza che in Lombardia alla fine si possa optare per una "desistenza" a sinistra, con un sostegno 'esterno' a Gori. Quello spirito è fondamentale per le elezioni regionali, ma lo è anche per il voto nazionale.

"Il Pd offre apertura e unità", è l'appello del vide segretario Pd Maurizio Martina.