Caos e disordini in Tunisia: il governo schiera l'esercito

Regolare Commento Stampare

Il Premier ha puntato il dito contro il Fronte Popolare, un partito di sinistra contrario alle misure di austerità: "Ci sono episodi di saccheggi e furti, ma ciò che sta accadendo è anche un messaggio politico da parte di una parte della popolazione che non ha nulla da perdere", ha detto il politologo Selim Kharrat. In diverse città del Paese si sono registrati scontri, sassaiole, blocchi stradali e pneumatici bruciati. I soldati sono stati inviati a Thala, vicino al confine con l'Algeria, a Susa, a Kebeli e a Biserta ma la protesta sta dilagando in tutto il Paese nordafricano. A Siliana, nel nord-ovest, giovani manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie molotov contro la polizia e hanno cercato di fare irruzione in un tribunale nel centro della città.

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero dell'Interno, Khelifa Chibani, citato dai media locali, sono state arrestate 328 persone coinvolte in episodi di saccheggio e violenza; 21 agenti sono rimasti feriti e 10 veicoli delle forze dell'ordine sono stati danneggiati. I giornali tunisini hanno inoltre registrato numerosi presunti terroristi arrestati tra i facinorosi e di operazioni a Kairouan e Kasserine e tra Kasserine e Sidi Bouzid. Tra queste, nel governatorato settentrionale di Beja, ci sarebbero anche due estremisti islamici della corrente takfirista.

Il movimento popolare #Fech_Nestanew ("Cosa stiamo aspettando"), ieri ha manifestato a Tunisi per denunciare l'aumento dei prezzi e la politica del governo, annunciando una nuova grande manifestazione per il 13 gennaio.

Primavera araba che per i molti giovani disoccupati della Tunisia non ha portato i miglioramenti promessi, con la moneta nazionale che ha perso di valore rispetto all'euro al punto che se fino a due anni fa ci volevano quasi due dinari per acquistare un euro, oggi ce ne vogliono oltre tre.