Nel 2018 aumentano sensibilmente i prezzi delle sigarette elettroniche

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Tradotto: la classica "boccetta" che fino al 31 dicembre costava circa 2,5 euro adesso ne costa almeno 7, ovvero quasi il triplo. Insomma, non solo aumento di luce e gas, o il pagamento delle buste biodegradabili di frutta e verdura, gli italiani devono fare i conti anche con l'aumento del costo della sigaretta elettronica. Il discorso vale anche per comprare una boccetta di glicerina e aromi la cui vaporizzazione crea solo vapore acqueo. Nella nuova versione alcune nuove norme sono state ammorbidite e altre eliminate del tutto.

Il 2018 è l'anno nero dei consumatori di sigarette elettroniche. Appena prima, con il decreto fiscale, era stato introdotto anche il divieto totale di vendita online dei liquidi introducendo una sanzione fino a 40mila euro per i trasgressori. Due sentenze della Corte costituzionale hanno confermato il nuovo regolamento: d'ora in poi le sigarette elettroniche e i prodotti collegati rientreranno tra i Monopoli di Stato, come il tabacco tradizionale e i superalcolici. Si tratta di prodotti che vengono venduti anche in farmacia e in erboristeria per preparazioni alimentari e cosmetiche, ma in questi casi non sono soggetti a tale tipo di tassazione.

Sigarette elettroniche 2018: di quanto aumenteranno i prezzi a partire da gennaio? E così nel Regno Unito, nell'ambito della lotta al tabagismo, la cosiddetta e-cig viene viene addirittura concessa gratuitamente, da parte del Sistema Sanitario Nazionale, a tutti coloro che hanno preso la giusta decisione di smettere di fumare. Gli esperti inglesi concordano ormai che le sigarette elettroniche sono meno dannose di quelle tradizionali anche se non sono innocue. Una posizione maggioritaria tra i sudditi di Elisabetta, tanto che a inizio 2017, la Royal Society for Public Health ha diffuso un video nel quale si sostiene che la sigaretta elettronica abbatte del 95% i danni rispetto a quelli della sigaretta di tabacco.

Naturalmente la scienza non è concorde nel ritenere il vaping esente da rischi e si dovranno attendere studi epidemiologici di lungo periodo, tuttavia di sicuro sappiamo che in Italia ogni anno il fumo tradizionale causa tra 70 mila e 83 mila decessi; che oltre il 25% di questi riguarda persone tra i 35 ed i 65 anni; che i fumatori sono circa 10,3 milioni; che nel nostro Paese l'allarme tabagismo riguarda soprattutto i giovani: tra gli uomini, infatti, fumano di più i giovani adulti tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 26,4%; tra le donne, invece, fumano di più le giovani tra i 20 e i 24 anni, con una percentuale del 20,5%.