La bufala dei treni per la Linea 6 di Napoli

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Fortunatamente però, il treno si compone di 4 blocchi, che possono essere smontati e rimontati, pertanto forse esiste una soluzione all'inaspettato problema.

Nonostante i nuovi fondi varati dal Governo per il completamento delle linee 1 e 6 della metropolitana di Napoli, il programma delle aperture potrebbe slittare a causa di un nuovo problema "tecnico". È l'ultimo paradosso dell'Anm, azienda di trasporto napoletana, da pochi giorni in pre concordato preventivo.

Per riuscire ad utilizzare i convogli di ultima generazione, invece, occorrerebbe costruire un parcheggio a raso nel quartiere Bagnoli e creare poi una bretella di collegamento con la linea 6.

Una scena del film di Woody Allen “To Rome with Love” con Roberto Benigni
Una scena del film di Woody Allen “To Rome with Love” con Roberto Benigni

Come ha raccontato il quotidiano Il Mattino, i nuovi treni da 39 metri acquistati per la linea 6 della metropolitana - chiusa dal 2013 per i lavori di estensione, che dovrebbero concludersi entro l'anno - sono infatti troppo lunghi per essere calati con le gru sui binari del capolinea dall'unico foro disponibile che è largo 27 metri. E quelli potranno essere impiegati finché non sarà costruita una officina-deposito sufficientemente larga. Si tratta di treni abbastanza vecchi e questo intoppo potrebbe ritardare l'inaugurazione delle stazioni San Pasquale e Arco Mirelli, inizialmente prevista per il dicembre di quest'anno, e di Chiaia, prevista per il 2019. L'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti del Comune di Napoli, Mario Calabrese, è intervenuto sulla polemica per fare le dovute precisazioni. Facciamo chiarezza: "le gallerie della linea 6 sono commisurate alla larghezza dei treni, sia di quelli esistenti, che delle prossime forniture", spiega l'assessore in una nota. Il progetto del 2000, dalla stazione "Mostra" di piazzale Tecchio a piazza Municipio, prevedeva la realizzazione di un deposito/officina nell'area dell'ex Arsenale militare di via Campegna.

Nel 2007 per l'attivazione della prima tratta Mostra - Mergellina, fu necessario realizzare un deposito provvisorio in coda alla stazione Mostra, esclusivamente per permettere le operazioni di piccola manutenzione e "parcamento" dei treni da 25 metri allora disponibili, risalenti al progetto della vecchia Linea Tranviaria Rapida (LTR) e adattati al servizio metropolitano.