Il Governo striglia la Raggi E c'è l'accordo con l'Abruzzo

Regolare Commento Stampare

L'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari ha continuato, come nei mesi scorsi, a gettare acqua sul fuoco e ad attribuire le responsabilità del blocco alla regione Lazio: "al momento Roma raccoglie i rifiuti e prova a conferirli nelle poche strutture della Regione che, però, sono evidentemente insufficienti". Se da una parte vedo tanta solidarietà istituzionale da alcune regioni, penso innanzitutto all'Emilia Romagna come anche all'Abruzzo, dall'altra devo segnalare logiche che nulla hanno a che vedere con la gravità e l'urgenza del problema. "Il centro storico e' una discarica a cielo aperto sotto gli occhi di milioni di turisti mentre le periferie sono in grande sofferenza con cumuli di sacchi ovunque, dalla Tiburtina alla Balduina e dal Trionfale alla Casilina".

"Roma non può permettersi un'emergenza rifiuti come quella che si sta prefigurando ancora una volta", sottolinea il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Impianti saturi e cassonetti stracolmi, Roma è ad un passo dal collasso. L'emergenza vera e propria i cittadini di Roma l'hanno vista tornare durante le festività natalizie.

Piuttosto, Roma Capitale rispetti la legge: risponda alla sollecitazione della Città metropolitana del luglio 2017 dicendo dove vuole realizzare gli impianti di smaltimento sui rifiuti residui - permettendo alla Regione, finalmente, di adottare un nuovo piano.

Non un cambio per motivi politici, assicurano però dal Movimento cinque stelle, alle prese con un duro botta e risposta con il governatore dem Stefano Bonaccini. Con le bugie e l'arroganza non si va da nessuna parte.

A dare l'annuncio è il governatore dell'Abruzzo Luciano D'Alfonso che sul suo profilo Facebook nella giornata di martedì scrive: "Ho scritto ieri (8 gennaio ndr) sera a Virginia Raggi, all'AMA e alla Regione Lazio la lettera che potete leggere qui sotto". Si tratta di Luciano D'Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, che ha già fatto sapere di essere disponibile al dialogo ma non senza condizioni: "Non siamo insensibili nei confronti dei problemi della capitale".

Il presidente ha "ribadito che non ci sottrarremo ad una collaborazione istituzionale ma ho chiesto che vi sia chiarezza su quattro condizioni".

Sembra sfumare, intanto, l'ipotesi dell'invio di parte del pattume della Città Eterna in Emilia Romagna (il M5S alla guida della Capitale ha lamentato costi troppo alti) e l'Abruzzo - che insieme alla Toscana è la prima scelta di Roma - non ancora scioglie la riserva. La situazione dell'immondizia a Roma è sempre più critica.