'Ndrangheta, maxi blitz "Stige": tutte le accuse al clan Farao-Marincola

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Questa è un'indagine, che per importanza e numero di arresti (la più imponente da 23 anni a questa parte) per il magistrato "è da portare nelle scuole di magistratura per spiegare come si fa una indagine per 416 bis". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto, nel corso della conferenza stampa per l'operazione Stige contro la cosca Farao Marincola che ha portato a 169 arresti. "È il risultato di un progetto, di un'idea che avevo già in mente prima di arrivare qui a Catanzaro". Un'operazione non a caso benedetta dalla stessa presenza del generale Del Sette. "E lui da subito ha mandato giù i suoi migliori uomini". Luberto ha, quindi, parlato di "mutazione genetica della 'ndrangheta. Più volte abbiamo documentato come i politici - ha aggiunto - vanno a cercare i capomafia per avere pacchetti di voti in cambio poi di appalti, mettendo a disposizione della 'ndrangheta la pubblica amministrazione che loro formalmente gestiscono".

L'assetto del sodalizio era espressione delle direttive impartite dal citato Farao Giuseppe ed era chiaramente orientato a privilegiare lo sviluppo imprenditoriale della cosca, affidato ai propri figli e nipoti e sviluppato attraverso il reperimento di nuovi e sempre più remunerativi canali di investimento economico, limitando al massimo il ricorso ad azioni violente ed evitando gli scontri interni ritenuti pregiudizievoli per la conduzione degli "affari".il controllo mafioso del territorio era stato invece demandato ad una serie di "reggenti", fedelissimi del capo cosca. Tra questi figurano il sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, accusato di associazione mafiosa e ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. La locale di Cirò poteva inoltre contare su proprie promanazioni nelle regioni del nord Italia e della Germania, dove venivano gestite attività commerciali e imprenditoriali, frutto di riciclaggio e reimpiego dei capitali illecitamente accumulati. I risultati raggiunti hanno consentito di ottenere dal gip catanzararese 13 ordinanze a carico di soggetti stabilmente dimoranti in Germania che sono stati tratti in arresto in esecuzione di m.a.e.