Firenze, Teatro del Maggio: Carmen fa cilecca e non muore nessuno

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La scelta è stata sollecitata dal Sovrintendente del Teatro del Maggio, Cristiano Chiarot, che la scorsa estate aveva detto: "E se questa volta la Carmen non morisse?" Perché il regista ha modificato la conclusione dell'opera, ma ha lasciato intatto il testo originale, praticamente impossibile da cambiare se non portando a termine una grave offesa all'opera di Bizet.

Non stona affatto sostituire la piazza di Siviglia con un campo rom, né il fatto che Carmen scappi dalla prigione rubando la pistola a don José. Festeggiati come sempre anche il Coro e l'Orchestra del Maggio, sotto la direzione di Ryan McAdams.

L'incidente di palcoscenico non ha comunque impedito al pubblico di applaudire i protagonisti, la già menzionata Veronica Simeoni nel ruolo eponimo e Roberto Aronica in quello di Don José; acclamata anche Laura Giordano (Micaela); un po' meno Simone Alberghini (Escamillo), che ha preso anche un paio di fischi, ma forse non tutti sapevano che era stato chiamato in tutta fretta oggi senza neanche una prova, per malattia improvvisa del titolare Burak Bilgili, che dovrebbe esserci per le repliche.

La partitura restituisce una drammaturgia precisa, che non si presta facilmente al cambiamento.

L'ultimo delirio femminista? Cambiare il finale dell'opera Carmen: lei, stravolgendo la storia e la storia della musica, non deve morire. Fra loro anche la presidente del tribunale di Firenze, Marilena Rizzo, che ha annunciato una cosa molto importante: il Tribunale fiorentino ha aperto dal 2 gennaio una sezione specializzata proprio nei reati di violenza contro le donne.