Azionisti contro Apple sulla dipendenza da Iphone

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Dopo essere finita al centro delle polemiche (e delle azioni legali in tribunale) per il rallentamento degli iPhone degli anni passati voluto (di nascosto dagli utenti, fino a quando non è stata "sgamata") per "salvaguardare la batteria", Apple ha annunciato nei giorni scorsi un cospicuo taglio del prezzo richiesto per la sostituzione della batteria stessa, da 79 a 29 dollari, che diventano 29 euro in Italia (contro gli 89 euro "standard"), naturalmente solo in un centro assistenza ufficiale della casa. Ma le grane per Apple sono anche interne: due azionisti chiedono a Cupertino di intervenire per 'contenere' la dipendenza da iPhone dei bambini, reclamando di fatto una maggiore responsabilità sociale da parte dell'azienda.

I genitori, secondo i ricercatori, hanno il dovere di poter limitare l'utilizzo di iPhone ed iPad da parte dei propri figli. "Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie - scrivono gli investitori -".

La lettera degli investitori Apple aggiunge un altro tassello al fronte critico sulle tecnologie.

"Il disagio sociale crescente a un certo punto avrà un impatto negativo anche su Apple". Una cifra tutto sommato conveniente, che consente di rimettere a nuovo (o quasi) il proprio iPhone 6, iPhone 6s, iPhone 7 (e relative versioni Plus) o iPhone SE, anche se ha ormai qualche anno di "duro lavoro" sulle spalle. Apple può svolgere un ruolo determinante nel prestare particolare attenzione alla salute e allo sviluppo della prossima generazione. Il colosso Usa ha recentemente riconosciuto di rallentare volontariamente i vecchi modelli di smartphone. Il primo è stato aperto qualche mese fa da Evan Williams, uno dei fondatori di Twitter ("Internet si è rotto, si è incamminato su un percorso buio"), mentre più di recente due ex manager di Facebook, Sean Parker e Chamath Palihapitiya, hanno rinnegato il loro passato (ma non i guadagni).