Apple, Francia apre un'inchiesta per "truffa" e "obsolescienza programmata"

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La giustizia francese ha aperto un'inchiesta sulla Apple accusando l'azienda di "obsolescenza programmata" e truffa. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nanterre avrà dunque il compito di accertare se Apple abbia messo deliberatamente in atto tecniche con lo scopo di ridurre la durata del funzionamento di un prodotto. La vera ragione del downgrade sarebbe da ricercare nel deterioramento fisologico della battiera, che - sempre stando a quanto riportato dai portavoce della casa - rischia di portare gli iPhone a uno spegnimento improvviso durante le sessioni più impegnative, ad esempio giochi e applicazioni con grafica complessa. L'iniziativa della Procura arriva in seguito alla denuncia effettuata lo scorso 27 dicembre da parte dell'associazione "Alt all'obsolescenza programmata" (HOP).

L'obsolescenza programmata inoltre aumenta la massa dei materiali difficilmente riciclabili e la "spazzatura elettronica" è un problema in forte aumento: negli stati uniti si sono toccate 1,8 milioni di tonnellate annue e in Francia sono a 20 chili per abitante. Il colosso Usa ha recentemente riconosciuto di rallentare volontariamente i vecchi modelli di iPhone.

I portavoce della Mela hanno spiegato che iOS limita le performance degli iPhone per "un buon motivo", ovvero per scongiurare improvvisi spegnimenti del dispositivo nel caso in cui l'utente usasse una batteria ormai divenuta particolarmente usurata. Questa idea, talvolta dotata di fondamento ma anche pericolosamente contigua alle teorie di complotto, accompagna il progresso tecnologico almeno da quando splende la lampadina della caserma dei pompieri di Livermore, California: anno 1901, e all'indirizzo centennialbulb.org si può controllare sulla webcam che dopo 117 anni è ancora accesa. Una legge che fa diventare reato proprio questo tipo di pratica. La condanna, in tal caso, prevede fino a due anni di carcere e un'ammenda da €300.000 al 5% del volume di affari dell'azienda sotto accusa. In Italia una legge analoga non esiste.

L'inchiesta in questione è stata aperta il 5 gennaio e affidata agli esperti della Direzione generale per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi (Dgccrf). Il problema è che Apple non ha informato i suoi clienti suggerendo ad esempio la sostituzione della batteria, operazione che permette di ridare nuova vita ai vecchi iPhone ripristinandone le prestazioni attese.