Calenda voleva dividere canone Rai con i privati

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Non è così, sono gli stessi soldi. Per evitare il tranello dei "valori assoluti", che ovviamente sono poco rappresentativi della reltà se non si tiene conto della ricchezza media dei Paesi di riferimento, l'area studi di Piazzetta Cucci offriva un raffronto il percentuale del prodotto interno lordo pro capite. Nervi quindi ancora tesissimi tra il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il segretario Pd Matteo Renzi. Sono state fatte leggi in questi anni passate in parlamento, dibattute nelle Commissioni alla Camera e al Senato oltre che in Commissione Vigilanza Rai.

Quello che è certo, ad oggi, è che anche quest'anno, con le bollette dell'elettricità, arriverà il canone. Adesso che siamo in campagna elettorale dice di volerlo abolire??Pensa di prenderci in giro come come con le banche.

Matteo Orfini risponde al ministro dello Sviluppo economico, affermando che "per la cronaca, la fiscalizzazione del canone Rai è una nostra proposta storica".

"Se riusciamo a far pagare di meno i cittadini per il servizio pubblico può essere anche una cosa positiva".

Come abolire il Canone Rai? Più sarcastico il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, che liquida la questione con un "ormai se ne sparano tante". Dal centrodestra Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia parla di un "Matteo Do Nascimento Renzi, che insieme all'abolizione del canone regalerà una bicicletta col cambio Shimano" mentre per Renato Brunetta, "Carlo Calenda schiaffeggia mister Etruria Matteo Renzi". Buio per il Fiorentino.

Si parte con la conferma, anche per il prossimo anno, del canone Rai a 90 Euro, ma le modifiche più importanti sono quelle che riguardano la Web Tax, la tassa di cui vi abbiamo a lungo parlato su queste pagine nelle scorse settimane e che andrà a tassare i ricavi pubblicitari generati dai giganti della Silicon Valley nel nostro paese. "Quello che so è che il governo Renzi con la riforma del canone in bolletta ha recuperato l'evasione ed abbassato il costo per i cittadini onesti che lo pagavano". Quanto alla privatizzazione, per la quale Calenda è favorevole, Giacomelli dice di trovare "contraddittorio da un lato preoccuparsi di difendere l'Italianità di infrastrutture strategiche e dall'altro teorizzare la privatizzazione di una realtà come Rai che finirebbe, facile previsione, in mani non italiane".