Pronto Soccorso di Lavagna affollato a fine anno

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I pazienti ricoverati sono stati invece 268, contro i 307 nell'ultima decade del 2016, e hanno impegnato per lo più il reparto di Medicina generale e, a seguire, quello di Ostetricia e la Terapia intensiva. Code e attese infinite al pronto soccorso di Cuorgnè, nei giorni scorsi, a causa dell'accesso di numerosi pazienti colpiti dalla febbre di stagione. La media di accessi giornalieri ha toccato quota 124 utenti, a fronte di una media giornaliera distribuita sull'intero anno ferma a 92.

"Anche per questo è importante recarsi al pronto soccorso in caso di emergenza e negli altri casi, come per l'influenza, rivolgersi al proprio medico di famiglia - aggiunge - Quest'ultimo conosce bene il proprio assistito e, se necessario, sarà lui a indicare la necessità di rivolgersi alle strutture ospedaliere". "La maggior parte dei nostri ricoveri - spiega Tiziana Meschi direttore del Dipartimento Geriatrico-riabilitativo - riguarda pazienti anziani o molto anziani affetti da multiple malattie croniche". In proporzione al Pronto soccorso di Merate hanno visitato molti più pazienti rispetto ai colleghi lecchesi, perché i medici, gli infermieri e gli oss in servizio, sia complessivamente, sia in pianta stabile, sono molti di meno e anche i camici bianchi in turno sono di meno, due durante la giornata, uno appena di notte. Abbiamo avuto un picco di accessi dovuto all'arrivo in anticipo dell'influenza in coincidenza con le polmoniti, ma il sistema ha retto e parlare di 'catastrofe' è completamente fuori luogo. "Pochi, invece, i casi legati a intossicazione alcoolica acuta, soprattutto negli adolescenti, e i casi legati a traumatismi da petardi e simili".