La fusione di due geni scatena il cancro

Regolare Commento Stampare

"Farmaci che inibiscono enzimi di tipo chinasi sono stati usati in alcuni tipi di tumori con risultati incoraggianti", sottolinea il professor Iavarone.

Gli autori della ricerca hanno utilizzato medicinali già disponibili sul mercato che interagiscono con la funzione dei mitocondri per fermare l'aumento dei tumori degli animali e degli esseri umani in laboratorio. "FGFR3-TACC3 è probabilmente la più' frequente fusione genica descritta finora nel cancro - osserva Antonio Iavarone, co-leader dello studio, che in questi giorni si trova in Italia -". Risultato: ne deriva una maggiore disponibilità di energia per il moltiplicarsi e diffondersi incontrollato delle cellule tumorali.

Il cancro e il boost mitocondriale
Ph medicinaonline

I ricercatori hanno notato che la proteina di fusione agisce come una sorta di 'droga' ed è in grado di scatenare il tumore, alimentarlo e legarlo a se rendendolo così completamente dipendente. La scoperta è stata pubblicata su Nature dal gruppo di ricerca della Columbia University e alla quale hanno contribuito nel dettaglio Anna Lasorella, Angelica Castano della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l'Università del Sannio, Michele Ceccarelli dell'Istituto Biogem di Ariano Irpino, oltre a, ovviamente, Antonio Iavarone. E ritengono che l'aggiunta di farmaci che interferiscono con la produzione di energia da parte dei mitocondri porterà "benefici importanti" per il trattamento personalizzato dei tumori sostenuti dalla fusione genica Fgfr3-Tacc3.

Gli scienziati hanno ora scoperto che l'elemento cardine del meccanismo innescato dalla fusione dei due geni è l'aumento del numero e dell'attività dei mitocondri, organelli presenti all'interno della cellula che funzionano come centraline di produzione di energia. Le cellule cancerose hanno così un vantaggio competitivo rispetto a quelle sane. "Con questa ricerca siamo finalmente riusciti a capire come FGFR3-TACC3 induce e perpetua i tumori maligni e possiamo sfruttare i nuovi obiettivi terapeutici in una cura sempre più personalizzata del cancro". Applicando un'ampia serie di analisi, gli scienziati hanno scoperto che Fgfr3-Tacc3 attiva una proteina chiamata Pin4. Il bersaglio sono i 'generatori di energia' delle cellule, i mitocondri. "Il nostro studio fornisce la prima evidenza che geni-chiave dello sviluppo tumorale causano direttamente una iperattività mitocondriale spiega la professoressa Anna Lasorella, co-leader dello studio -". Si individua anche per la prima volta "il coinvolgimento dei perossisomi nell'evoluzione tumorale" e il lavoro "ci suggerisce come poter incidere sulle fonti energetiche cellulari per colpire il tumore". A queste due strade se ne aggiunge una terza: "il prossimo passo - ha rilevato Iavarone - è utilizzare insieme gli inibitori del metabolismo mitocondriale e gli inibitori della proteina di fusione". Per questo vengono attualmente testati in pazienti con il tumore cerebrale positivo per Fgfr3-Tacc3 in studi clinici diretti da uno dei co-autori dello studio pubblicato su Nature, Marc Sanson dell'ospedale Pitié Salpetriere a Parigi.