Influenza 2017: sintomi, rimedi e cura. Quando il picco stagionale?

Regolare Commento Stampare

Sono i dati diffusi da InfluNet, la rete italiana di sorveglianza sentinella influenzale, coordinata dall'Istituto superiore di sanità che studia capillarmente regione per regione l'andamento del virus, avvalendosi del contributo dei medici e padiatri di famiglia e dei referenti di Asl e Regioni.

Calendario alla mano, è ufficialmente iniziata la stagione invernale e siamo entrati a pieno titolo nel trimestre più freddo. La prima (e più difficile da eliminare) è la seguente: "Gli antibiotici combattono l'influenza".

Sarebbe molto meglio dire che ogni organismo ha una sua reazione agli agenti infettivi, senza contare che si è già contagiosi quando il virus è in incubazione. Seguito subito a ruota da "chi si vaccina non si ammala mai" e "dopo tre giorni, l'influenzato non è più contagioso". L'unico caso in cui questi aiutano la guarigione è l'eventuale presenza di complicanze respiratorie quali bronchiti, sinusiti o polmoniti (provocate da batteri). Il vaccino ovviamente copre il virus dell'influenza in circolazione ma non copre l'organismo contro quelli parainfluenzali: questi sono certamente meno intensi ma comunque prevedono il manifestarsi di sintomi simili. La vaccinazione avviata un mese e mezzo fa è ancora in corso. Efficace, perché assicura una buona copertura contro il rischio di complicanze da influenza e diminuisce la possibilità di contrarre la malattia.

Nei soggetti più deboli, come bambini piccoli, anziani e cardiopatici, tali sintomi possono anche avere un decorso mortale (lo scorso anno i decessi in Italia per cause direttamente riconducibili al virus influenzale sono stati 68) ed è per questa ragione che per queste categorie si consiglia ogni anno, prima dell'arrivo dell'epidemia, il ricorso al vaccino antinfluenzale.

L'influenza, in linea di massima, può durare sette giorni o più. Verissimi però i metodi per evitare di contagiare gli altri: lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce (e poi lavarsi ancora una volta le mani), utilizzare fazzoletti di carta monouso e gettarli in pattumiere chiuse non appena termina il loro utilizzo.