Il Bitcoin crolla del 21%, sotto quota 13mila dollari

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Anche se stiamo parlando di una moneta che ad inizio anno valeva "solo" 800 dollari questa caduta per alcuni potrebbe diventare una catastrofe. Lo scivolone è proseguito con l'apertura dei mercati occidentali ieri mattina, e la compravendita dei bitcoins è stata sospesa una seconda volta quando le perdite hanno toccato il 40% rispetto alle valutazioni massime di appena una settimana fa. Nelle tre precedenti settimane aveva guadagnato il 13%, il 44% e il 32%.

Considerato però che praticamente tutte le principali altcoin (escluso Ripple) stanno in questo momento registrando cali a due cifre (-25% Ethereum, -23% Bitcoin Cash, -33% Litecoin), altro mover negativo e potenziale fattore d'innesco delle prese di profitto per tutta la famiglia crypto potrebbe essere costituito dalle cattive notizie provenienti dalla Corea del Sud, emersa negli ultimi tempi come uno dei paesi più attivi nel mercato globale delle criptovalute e in particolare delle altcoin. L'allarme era partito giovedì in oriente. Si.

Il governatore della Banca d'Inghilterra e numero uno del Financial Stability Board, Mark Carney, ha messo in evidenza la necessità per le autorità di regolamentazione di esaminare le criptovalute e rafforzare le regole sulle initial coin offering, la raccolta fondi digitale.

Nuovo brusco crollo del Bitcoin sui mercati asiatici. A preoccupare è anche la cybersicurezza delle criptovalute, soprattutto dopo la bancarotta di Youtib, la piattaforma sudcoreana vittima di un attacco hacker.

Il problema non riguarda solo il Bitcoin, ma anche i suoi cugini meno famosi.

Diverse piccole aziende quotate hanno negli ultimi giorni cambiato nome per approfittare della corsa del Bitcoin: long Island Iced Tea è diventata Long Blockchain, un cambio che è valso un aumento del 500% in Borsa.

E ora si affacciano le grandi banche.