Antimafia: 'la massoneria interessa mafia e 'ndrangheta'. Ed è polemica

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Campanella "sin da giovane si era dedicato alla politica, alla massoneria - si legge nella relazione -, aderendo alla loggia palermitana del GOI "Triquetra", ma anche alla mafia, ponendosi al servizio del noto capomafia Nicola Mandala il quale, per un certo periodo, curò la latitanza di Bernardo Provenzano". Nella relazione della Commissione parlamentare antimafia sugli elenchi sequestrati alle logge massoniche in Calabria e Sicilia, le identità personali sono rimaste protette in conformità alla legge sulla Privacy. Cosa c'entri una considerazione del genere in un atto conclusivo di una commissione del Parlamento e non del Sant'Uffizio, è una domanda che nessuno si è sentito di fare visto che la relazione è stata approvata all'unanimità. Stavolta la deputata del Pd rileva che non esiste "il primario interesse alla impermeabilità dalle mafie" da parte delle obbedienze e il preteso rispetto delle leggi da parte della massoneria "si è rivelato più apparente che reale".

A dir poco sconcertante il risultato del rapporto della commissione Antimafia su "mafia e massoneria" presieduta dal presidente Rosi Bindi: "Cosa Nostra siciliana e la 'ndrangheta calabrese da tempo immemorabile e costantemente fino ai nostri giorni nutrono e coltivano un accentuato interesse nei confronti della massoneria". Da sempre si è negato l'infiltrazione mafiose ma sono state giustificate dalla mancanza di rispetto di alcuni rituali.

Sul fronte dei numeri emerge che degli oltre 17.000 iscritti nelle obbedienze esaminate nelle regioni Sicilia e Calabria, la gran parte, oltre 9 mila, insiste nelle logge calabresi; in Sicilia gli iscritti sono 7.819. Per uno su sei nominativi presenti negli elenchi (quasi 3 mila nomi) non è stato possibile procedere alla completa identificazione poiché mancavano dati anagrafici essenziali. Abbiamo inoltre - ha spiegato Bindi - preso in esame anche gli enti pubblici, Comuni e Asl, che sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose.

Nella relazione viene evidenziato come la legge Spadolini-Anselmi "non ha offerto uno strumento adeguato" nemmeno per perseguire quanto previsto nell'articolo 2, dove si dice che "Chiunque promuove o dirige un'associazione segreta o svolge attività di proselitismo a favore della stessa è punito con la reclusione da uno a cinque anni". Si è fatto ricorso alla Corte dei diritti dell'uomo. Per il lavori della Commissione, "la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dna), dopo un primo screening nel proprio sistema informativo, ha indicato 193 soggetti aventi evidenze giudiziarie per fatti di mafia". L'attenzione dell'Antimafia si è soffermata su quattro obbedienze massoniche: Goi, Gran Loggia degli Alam, Gran Loggia regolare d'Italia, Serenissima Gran Loggia d'Italia-Ordine generale degli Alam. E fra i fratelli che frequentano regolarmente le logge ci sarebbero anche i due, un commercialista e un pensionato, condannati definitivamente per mafia.

Ma per i parlamentari c'è un altro dato preoccupante. Molti però appartengono anche alle forze dell'ordine. "E' una materia complessa - dice - e ci sono molte ipotesi, ma finora nessuna sentenza passata in giudicato. Presenti in numero rilevante anche soggetti impiegati nel settore bancario, farmaceutico e sanitario, nonché imprenditori dei più diversi settori, in primis quello edile".