Etruria, Renzi: "Dimissioni Boschi? Non esiste, decideranno gli elettori"

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GLI ESPONENTI CHE LASCIANO - Venti gli esponenti che lasciano il PD e che hanno firmato la nota: Michele Schiavone, segretario Federazione PD Svizzera; Maria Bernasconi, presidente PD Svizzera, delegata in Assemblea Nazionale; Raffaele Napolitano, delegato in Assemblea nazionale, presidente Comites Bruxelles; Daniela Di Benedetto, presidente Comites Monaco; Massimiliano Picciani, delegato in Assemblea nazionale, co-coordinatore PD Europa, ex segretario PD Parigi; Giulia Pellegrini, delegata in Assemblea nazionale; Roberto Stasi, già segretario Circolo PD Londra&UK; Paolo Da Costa, consigliere CGIE, vice-presidente Comites Zurigo; Cristiano Cavuto, segretario PD Lussemburgo; Bruno Palamara, segretario Circolo PD Berna; Domenico Miceli, segretario Circolo PD Dübendorf; Antonio De Bitonti, segretario Circolo PD "Angelo Vassallo" Bellinzona; Roberto Serra, ex segretario Circolo PD Lussemburgo; Pino Maggio, PD Germania; Santo Vena, segretario Circolo PD Winterthur; Salvino Testa, responsabile tesseramento PD Svizzera; Roberto Di Pietro, segretario Circolo PD Thun; Cesare Spoletini, segretario Circolo PD Neuchâtel; Mariachiara Vannetti, segreteria PD Svizzera, già delegata Assemblea nazionale; Cosimo Titolo, comm. garanzia PD Svizzera. Il segretario del Pd taglia corto. Saranno gli elettori a decidere se Boschi debba essere riportata in Parlamento oppure no", è la blindatura del segretario: "basterà inserire Boschi tra i capilista dei listini bloccati per garantirne la sicura rielezione. "Condivido le parole della Boschi sulla stampa: credo - ha osservato il leader dem - che chi ci segue da casa può avere il giudizio che vuole su questa storia ma parliamoci chiaramente. Giusto comunque fare chiarezza". "Pensiamo davvero che tutta la questione bancaria italiana sia risolta sulla base di incontri legittimi non perché lo dice Boschi ma perché lo dice chi ha partecipato a quegli incontri?". Ebbene, secondo questo studio il Pd non avrebbe risentito del tifone Boschi e nemmeno della 'bomba' sganciata ieri da Ghizzoni sulla mail di Carrai che gli chiedeva di Banca Etruria.

(AdnKronos) - "Le discussioni di queste ore - per Renzi - si scontrano con il dato di fatto: la squadra del Pd è la più forte in assoluto". La cosa è talmente evidente che è inutile infierire.

Josefa Idem era ministro dello Sport e Pari opportunità del governo Letta. Si dimette nel 2015 perché Ercole Incalza aveva regalato un Rolex a suo figlio.

Parole che somigliano da vicino a quelle utilizzate quando nell'occhio del ciclone era finita un'altra ministra, Federica Guidi, citata nell'inchiesta della procura di Potenza su Tempa Rossa. Aspetta che si depositi la polvere su tutto il caos di questa settimana. Nel gennaio 2017 la procura di Roma ha chiesto l'archiviazione per Gemelli. "Noi non chiediamo le dimissioni della Boschi, ma la messa in stato d'accusa di un intero Governo, il governo Renzi", ha aggiunto. Anche in questo caso Renzi è un imitatore, piuttosto tardivo e mediocre. È un problema politico, non giudiziario. Il suo legittimo interesse era sapere chi fosse il futuro proprietario della banca. Chi ha rubato, secondo Matteo Renzi, deve essere giudicato senza scorciatoie nei tribunali.

Tutto questo va pesato.

Ma ora il Pd sembra davvero in caduta libera.