Etruria: Ghizzoni, Boschi mi chiese di valutare l'intervento di Unicredit

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Durante la mattina del 20 dicembre, la Commissione parlamentare di indagine sulle banche ha ascoltato l'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni il quale ha confermato di avere incontrato, in merito al destino di Banca Etruria, l'allora ministro alle Riforme Maria Elena Boschi, figlia del vicepresidente della medesima banca, ma di non avere ricevuto pressioni affinché Unicredit salvasse l'istituto di credito toscano. Matteo Renzi non sapeva della mail che il suo amico Marco Carrai ha mandato all'allora ad di Unicredit Federico Ghizzoni per chiedergli conto del dossier Banca Etruria. Se dovesse fare un passo indietro, a più di un renziano non dispiacerebbe: "Doveva dire - sibila qualche fedelissimo del segretario secondo il Fatto - ritiro la querela". "Mi venne da pensare a chi potesse aver chiesto questo sollecito", ha detto Ghizzoni. "Mi chiesero se c'era l'interesse di intervenire nel capitale di Etruria, risposi che era molto difficile, i tempi erano molto ristretti e dissi anche che c'era un fattore esterno dirimente su qualsiasi acquisizione che era il passaggio alla vigilanza europea". Unicredit avrebbe agito esclusivamente nel suo interesse. "Il 24 febbraio in una call mi veniva chiesto se alla luce del commissariamento eravamo disposti a riaprire il caso e risposi che non eravamo disponibili e confermai anche a Barbagallo che non ci interessava l'investimento in Etruria, poi se ne riparlò a fine anno con il processo di salvataggio delle 4 banche in crisi". Carrai, ha concluso, "non l'ho mai considerato interlocutore politico, per me era un privato che mi chiamava per un tema non di sua competenza".

"Si trattava - spiega poi Carrai - di questione tecnica, niente di più. Non ho fatto alcuna pressione". "Esclusi la banca (Etruria, ndr), perché avevamo un rapporto aperto. Tutto assolutamente trasparente, tutto assolutamente legittimo". "Adesso la parola al Tribunale". "Da imprenditore rispetto la polemica politica, ma diffido dall'utilizzare il mio nome e quello delle aziende con cui collaboro che da anni lavorano con innegabile professionalità e a tutela delle quali sono pronto ad agire in ogni sede".

Dopo le parole di Ghizzoni, sostanzialmente in linea con quanto scritto da Ferruccio De Bortoli nel libro oggetto di causa civile da parte di Maria Elena Boschi, a vacillare è proprio la posizione della sottosegretaria, sempre più in difficoltà per una candidatura. Anzi in queste ore lo ha invitato a chiarire in prima persona quella che è una circostanza opaca che si aggiunge al già nutrito 'caso Boschi-Etruria'. "La risposta alla banca l'abbiamo data il 29 gennaio 2015".