Renzi a Emiliano: "Deposita le armi sull'Ilva di Taranto"

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"C'è un ministro della Repubblica che vuol farmi passare per matto".

Situazione tesa tra il Ministero e la Regione Puglia sulla questione Ilva. E il ministro Calenda ha fatto sapere che "se permane e verrà accolta la sospensiva proposta con il ricorso al Tar dal comune di Taranto e dal governatore della Regione Puglia, lo stabilimento dell'Ilva di Taranto si spegnerà il 9 gennaio". E cosa ancora peggiore, non può proseguire neanche l'attività dell' Ilva e i compratori rischiano di defilarsi da tutta la situazione.

"Il governo italiano non è disponibile a buttare 2 miliardi e 200 milioni di euro per i ricorsi al Tar del governatore della Puglia e del Sindaco di Taranto", ha incalzato Calenda. Io da qui non vado avanti.

Ma, in fondo, l'alternativa quale è?

E le posizioni restano lontane.

Forse Michele Emiliano soffre di nostalgia per la siderurgia pubblica stile metà Novecento: politici nazionali, locali e alti prelati potevano influire sull'allora giovane acciaieria di Taranto.

Tanto, al fine di consentire la prosecuzione dei lavori del Tavolo oggi insediato, "anche grazie al ricorso presentato, senza tuttavia la Spada di Damocle di una pronuncia cautelare" come dice lo stesso presidente della Giunta Regionale. Una reazione cui sia De Vincenti sia Calenda hanno subito risposto parlando di dichiarazioni scomposte da parte di Emiliano la cui volontà di non arrivare ad una conclusione era chiara sin dall'inizio. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al termine del tavolo riferendosi alla domanda cautelare di cui parlava all'ingresso al Mise il governatore Michele Emiliano.

"Il percorso iniziato e verbalizzato era assolutamente positivo". "Non è vero che il ricorso blocchi alcunché". Dire il contrario è senza senso, non è vero che Mittal se ne va. Ho salutato i rappresentati di Mittal all'uscita, ho stretto loro la mano uscendo dal tavolo, dopo la crisi isterica del ministro, e ci siamo riproposti di vederci al più presto.

Per quanto riguarda le tempistiche ha poi detto il ministro, queste sono rimaste sostanzialmente invariate ma da adeguare alla data di subentro dell'investitore, che come previsto dalla normativa europea è l'unico soggetto autorizzato ad implementare - ha precisato - che la quasi totalità degli interventi sarà completata entro il 2020 compresa la copertura dei parchi minerari e fossile.

"Non è accettabile che il Governo metta a rischio tutti gli stabilimenti Ilva per un conflitto con la Regione Puglia".