Emma fa il record: nasce 25 anni dopo

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Tina e Benjamin Gibson, genitori di Emma, sono rimasti molto sorpresi quando hanno appreso l'età esatta dell'embrione scongelato e impiantato nell'utero della donna. Il precedente record noto prima di Emma era un embrione che era rimasto congelato per 20 anni.

Dopo essersi ben informati fecero la domanda per l'adozione nel mese di agosto 2016 e all'inizio di quest'anno tre embrioni provenienti dal medesimo donatore anonimo vennero trasferiti nell'utero di Tina. E' nata a fine novembre in Tennessee, negli Stati Uniti, Emma, la bimba frutto dell'embrione più longevo della storia.

Il National Embryo Donation Center, organizzazione basata sulla fede fondata nel 2003, ha come obiettivo principale quello di "proteggere la dignità dell'embrione umano".

Secondo il Nedc aumentano ogni anno del 25% le nascite che avvengono in questo modo, ovvero da embrioni donati dalle coppie che non li usano dopo cicli di fecondazione assistita e congelati. "Volevo solo un bambino, poco importa che fosse un record mondiale o meno". In genere gli embrioni vengono creati per la fecondazione in vitro da una coppia anonima, e sono conservati all'interno di un deposito in modo da poter essere usati da qualcuno non fertile o da coloro che non intendono concepire un bambino in modo naturale. Questi embrioni sono i cosiddetti "snowbabies", che persistono in sospensioni ghiacciate, vite umane potenzialmente in attesa di nascere, embrioni "abbandonati" nei centri di procreazione.

Dunque, la storia di Emma è iniziata molto prima che i Gibson "adottassero" il suo embrione.

Sette anni fa, quando si sposarono, i Gibson già sapevano di desiderare figli, ma nel caso di Benjamin, il marito di Tina, procreare era impossibile: l'uomo è malato di fibrosi cistica e la malattia l'aveva reso sterile.

Ora che Emma è nata, sana e in forza, il cerchio si è chiuso. Siamo solo così grati: "la nostra piccola è un prezioso regalo di Natale".