Catalogna: domani al voto per eleggere il parlamento regionale

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Oggi si tengono le elezioni per il rinnovo del parlamento della Catalogna, dopo lo scioglimento voluto da Madrid in seguito alla dichiarazione d'indipendenza unilaterale presentata dal governo di Carles Puigdemont. Probabilmente, secondo gli esperti, i socialisti stanno riuscendo a recuperare voti nell'astensionismo, mentre gli indipendentisti restano sulle loro posizioni. "Non solo non si vede il Pp come un partito autoritario, ma lo si percepisce come un partito con poca autorità".

Nel frattempo il vicepresidente catalano destituito da Madrid Oriol Junqueras, in carcere per presunta "ribellione", si è detto convinto oggi in un messaggio alla moglie Neus Bramona e ai due figli di poter "uscire fra breve".

E se è vero che le ultime rilevazioni non sono state determinanti nello stabilire se in Catalogna ci sarà una nuova maggioranza indipendentista e che i dibattiti elettorali trasmessi in tv non hanno consentito di dedurre eventuali alleanze post-voto, in ogni caso la tornata elettorale consentirà di voltare pagina dopo mesi di forti tensioni, sia nelle strade (numerose, infatti, le manifestazioni degli indipendentisti) sia diplomaticamente parlando. Tra loro Carles Puigdemont, candidato di Junts per Catalunya (JXCat) ed ex governatore rimosso da Madrid, che è in autoesilio in Belgio e non ha intenzione di rientrare in Catalogna per votare.

Ma ci sarà anche spazio per qualche interrogativo di più ampio respiro su regionalismi e indipendentismi nella crisi europea, sul posizionamento di Bruxelles sulla vicenda, sulle conseguenze della polarizzazione nella società, e sugli spazi (aperti? chiusi?) per i movimenti sociali in Spagna e nel continente. Se arriverà prima la lista unionista di Ciudadanos - i sondaggi non lo escludono - la capolista Ines Arrimadas, che ha capitalizzato sulla rinascita del nazionalismo spagnolo anche in Catalogna, dovrà tentare di formare un esecutivo fragile e di minoranza con socialisti e popolari.

Si ricorda che gran parte della leadership a favore dell' indipendenza è in carcere o in esilio. E' una democrazia dove non si rispettano alcuni diritti fondamentali", accusa Mauri, che definisce le elezioni di domani elezioni "convocate in una situazione di anormalità democratica"."E' normale che molti guardino a queste elezioni come illegittime. Il voto esprimerà un nuovo parlamento, governo e presidente al termine di una campagna polarizzata dalla questione nazionale dopo gli eventi degli ultimi mesi, ormai noti anche al pubblico europeo e mondiale.

Un capitolo distinto, in chiave elettorale, spetta invece a En Comú Podem, la coalizione a cui fanno capo Ada Colau, il potente sindaco di Barcellona, e Pablo Iglesias di Podemos, che non appoggia ufficialmente nessuno dei due principali blocchi della politica catalana.