Cassazione conferma 14 anni per Boettcher

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La Cassazione ha detto no al suo ricorso, dovrà, quindi, scontare 14 anni per le lesioni gravissime a Pietro Barbini, lo studente sfigurato con l' acido, in quello che i giudici di Milano hanno definito una macabro "rito di purificazione" della sua amante Martina Levato, attuato togliendo l'identità fisica ai suoi ex. La quinta sezione penale della Cassazione, presieduta da Giacomo Fumu, ha rigetto il suo ricorso, rendendo così definitiva la prima delle condanna per le aggressioni con l'acido.

"È un dato oggettivo che Boettcher dopo l'aggressione con l'acido inseguì Barbini con un martello per portare a termine l'azione delittuosa e impedire che potesse riconoscerli", ha detto il Procuratore Generale della Cassazione nella sua requisitoria. Quanto a Martina Levato, oltre alla condanna a 12 anni per l'aggressione a Barbini, in primo grado era stata condannata a 16 anni per gli altri agguati.

A luglio Boettcher è stato condannato in appello a altri 23 anni per le aggressioni con il liquido corrosivo a Stefano Savi e per aver tentato di sfregiare allo stesso modo anche il fotografo Andrea Carparelli. La Corte d'appello di Milano, nello scorso febbraio, ritenuta la continuazione dei reati, la ha condannata a 20 anni di reclusione, in cui rientrano, con cumulo di pena, tutti gli episodi contestati alla ragazza.

Alla vigilia della sentenza della Cassazione a carico di Alexander Boettcher che con l'ex compagna si erano guadagnati l'appellativo di "Coppia dell'acido", la difesa del giovane rappresentata avvocato Lamberto Rongo e dal collega Ermanno Gorpia, aveva commentato con un certo ottimismo l'importante giornata vissuta dall'imputato. Alla lettura del verdetto di stasera era presente la madre dell'imputato.