Liberi e Uguali, Grasso: "Vi presento la nuova sinistra" (SIMBOLO)

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Dov'è la "proposta che viene dal partito" con la candidatura di Grasso? Di qui le molte critiche, polemiche e persino accuse che osservatori e avversari e concorrenti politici hanno voluto dedicare alla nuova formazione guidata da Piero Grasso.

Dovrà mediare, smussare, armonizzare tra loro tutti gli esponenti della sinistra italiana che non si riconoscono nel Pd. È atteso anche l'intervento della segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. Per il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, però "la logica del nemico-vicino non ha nulla di nuovo a sinistra". Come potrà un candidato del genere appassionare le periferie, che si sentono sempre più tagliate fuori e che ribollono di rabbia e di fascismo?

Come il nostro Giacomo Andreoli ha puntualmente raccontato sul nostro magazine, Pietro Grasso ha abbandonato la toga dell'uomo ligio delle istituzioni - in qualità di Presidente del Senato - per vestire quella del leader politico, o meglio del collante di tante forze nane di sinistra, altrimenti destinate all'ignoto. Tutte le manifestazioni vanno benissimo ma bisogna apprestarsi in modo più politico" tenendo in alto "la bandiera dei nostri valori. Ma è un "non poco" largamente insufficiente per accendere la miccia della Rivoluzione a sinistra del Pd e, insieme, più che abbondante per impedire al Pd di dettare l'agenda politica e riproporsi come perno del centrosinistra governativo nella prossima legislatura. Non si conosce bene ancora il destino di Laura Boldrini, la presidente della Camera, ma è indubbiamente Grasso il nome di peso, il personaggio che offre consistenza a un elettorato vasto, un po' di più che i "pesi leggeri" come gli spensierati Speranza e Civati. Perché la sua intenzione è dare alla nuova "cosa rossa" in formazione una coloritura più variegata proprio per non restringersi in una ridotta di sinistra sulla scia della Linke tedesca nata da una scissione dalla Spd. Basta ricordare che tanto D'Alema che Bersani che Grasso (lo ha addirittura detto nel suo discorso) non sono e non sono mai stati seguaci della teoria dell'uomo solo al comando. Un capo che avrà una coda, naturalmente, anche in Irpinia, soprattutto ma non solo nella contabilità dei seggi che saranno assegnati con le prossime elezioni. La fase organizzativa è affidata in questi giorni in Sicilia a Erasmo Palozzotto di Sinistra Italiana, Mariella Maggio, Pippo Zappulla e Angelo Capodicasa di Mdp, e a Danilo Festa di Possibile. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema.

Né è casuale che specularmente la coalizione che si sta stringendo attorno al Pdraggruppa tutti fautori della riforma, da Pier Ferdinando Casini a Giuliano Pisapia, in una sorta di fronte del Sì spesso evocato dallo stesso Matteo Renzi. Sull'eventualità di questo rischio, forse, può stare tranquillo. Napolitano, Casini, De Mita, Pomicino, Berlusconi, Gargani, Mastella ed altri "immortaloidi": ma questa è un'altra storia, figlia del resuscitato proporzionale e del tanto osannato "No" al Referendum di un anno fa.