Time, #MeToo persona dell'anno 2017

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Il prestigioso riconoscimento va dunque alle "Silence Breakers", come le chiama il magazine, le donne cioè ch hanno rotto il muro del silenzio e denunciato le molestie e le violenze sessuali che hanno subìto sul lavoro.

Il movimento è nato sulla scia del caso di Harvey Weinstein, il potente produttore cinematografico accusato di molestie sessuali da diverse attrici di Hollywood. E poi Susan Fowler, l'ingegnera di Uber la cui denuncia su un blog lo scorso agosto sul clima di molestie sessuali e misoginia nell'azienda portò al licenziamento del Ceo Travis Kalanick e di altri venti dipendenti. Queste donne lo hanno fatto creando un movimento che si è avvalso dell'hashtag #MeeToo per diventare virale e circolare sui social network nelle parole di tanti post coraggiosi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, nei giorni scorsi ha affermato di essere probabilmente uno dei candidati a "Persona dell'anno" dalla rivista Time, aggiungendo però di aver rifiutato la potenziale nomina.

"Questo è il cambiamento sociale più rapido visto da decenni a questa parte ed è cominciato con singoli atti di coraggio di centinaia di donne - ma anche alcuni uomini - che si sono fatti avanti per raccontare le proprie storie", racconta Edward Felsenthal, direttore editoriale di Time a NBC. Nella lista dei papabili, c'erano anche il fondatore di Time Jeff Bezos, l'atleta Colin Keapernick che ha lanciato le proteste del "Take a Knee" durante l'inno alle partite di football. e anche il principe saudita Mohammed bin Salman protagonista della campagna anticorruzione del suo paese. "Time non commenta la scelta fino alla pubblicazione, che è il 6 dicembre".