Papa Francesco: "Il 'Padre Nostro' è sbagliato", ecco quale frase vuole cambiare

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Dalle risposte del Papa a don Marco è nato anche il libro "Padre nostro" (Rizzoli-Lev).

È la più conosciuta delle preghiere cristiane, fu lo stesso Gesù ad insegnarla ai suoi discepoli.

"Non è una buona traduzione quella che parla di un Dio che induce in tentazione" è quanto dichiarato da Papa Francesco in un'intervista rilasciata a Tv2000.

Nell'introduzione di ogni puntata del programma, il Papa dialoga con il giovane cappellano del carcere di Padova, don Marco Pozza, che incontra anche noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. "Il Padre ci aiuta a non cadere, non ci spinge nel peccato". "Sono io a cadere in tentazione, non è lui che mi ci butta per poi vedere come sono caduto: un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito".

"Chi ti induce in tentazione è Satana" ha chiarito il pontefice.

Si tratta dunque di una traduzione sbagliata e il Papa lascia intendere che a breve si potrebbe correre ai rimedi anche in Italia dopo che altri Paesi hanno provveduto a modificare leggermente la formula per rendere pienamente diritto al senso originale del Padre Nostro. Dopo anni di discussioni sulla giusta traduzione, la nuova versione francese non include più il passaggio "ne nous soumets pas à la tentation" - "non sottometterci alla tentazione" -, che è stato sostituito con una versione ritenuta più corretta: "ne nous laisse pas entrer en tentation", "non lasciarci entrare in tentazione". Il problema? La traduzione della frase "e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male".