Teramo aspetta il suo mezzogiorno di fuoco

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"Siamo certi che i teramani potranno scrivere e scegliere una storia nuova e che le vicende degli ultimi anni li indurranno a valutazioni più attente e scrupolose nella scelta dei propri rappresentanti in Consiglio comunale".

Diciotto consiglieri comunali, 11 dell'opposizione e 7 di Futuro In e della lista civica Al Centro per Teramo oggi hanno presentato le proprie dimissioni dinanzi al vice segretario generale del Comune, Fulvio Cupaiolo, determinando così il venir meno del numero minimo di componenti per l'attività amministrativa e lo scioglimento del Consiglio comunale di Teramo. Un vero e proprio ricatto politico al sindaco al quale Brucchi non ha accettato di sottoporsi. E' così che è finita l'era di Maurizio Brucchi, 'tradito' da una stampella della sua maggioranza, con Teramo ancora in piena emergenza dopo i terremoti degli scorsi mesi.

"Quanto accaduto il 2 novembre scorso, con la persistenza della mancanza dei presupposti numerici minimi per governare - e dopo la sottoscrizione di innumerevoli documenti mai rispettati- ci ha indotti a rinunciare alle nostre posizioni (3 assessorati ed oggi anche alla presidenza del consiglio comunale) ed a chiedere lucidamente e rispettosamente al Sindaco di porre fine ad uno stillicidio non più comprensibile ai cittadini e privo di ogni prospettiva politica ed amministrativa - scrivono i 'gsattiani' -".

Così il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano che ritiene "grave e inopportuno nella forma e nella sostanza" l'atto formale che sancisce la conclusione anzitempo del mandato elettorale del primo cittadino, un atto che "rende incomprensibile alla cittadinanza l'amministrazione della Cosa pubblica e l'allontana dalla politica". Non vorrei che i personalismi, in questo caso, abbiano preso il sopravvento sul bene pubblico.

"E' una sconfitta per tutta la classe politica del Centrodestra e per Forza Italia in particolare" ha continuato l'On.

"A ridosso delle elezioni politiche si è consumato a Teramo il suicidio assistito dell'Amministrazione Comunale, nello stesso momento in cui i sondaggi e i risultati premiano l'unità del centrodestra, a Teramo parte della maggioranza decide di far saltare il banco".

Si legge in una nota di Giuseppe Bellachioma, coordinatore regionale NcS. "Il tutto senza fughe in avanti e senza ipocrisie".