Corea del Nord, il mondo trema. Usa: "Vicini alla guerra"

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È di nuovo altissima la tensione tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord che nella notte ha lanciato un nuovo missile.

L'annuncio del "successo storico", al termine di un'operazione presenziata dal dittatore Kim Jong-un, è stato fatto dai media di Pyongyang alle ore 12 e 30 locali (4.30 in Italia) con tanto di "scheda tecnica" e di rivendicazione della nuova posizione di "Stato nucleare".

Di fronte alla tranquillità con cui Kim Jong Un dichiara alle televisioni locali "siamo una potenza nucleare", gli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud si incontreranno domani pomeriggio per partecipare a una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu, come riportato dal portavoce della Presidenza Italiana del Consiglio dei ministri in una nota ufficiale.

La Haley spera addirittura nell'embargo del popolo nordcoreano: "Abbiamo bisogno che la Cina faccia di più, il presidente Trump ha chiamato il presidente Xi per dirgli che siamo arrivati al punto che la Cina deve tagliare il petrolio alla Corea del Nord". La soluzione, ha concluso, "non può che maturare" attraverso strumenti pacifici con il dialogo e le consultazioni. "È uno sforzo di ricerca e sviluppo da parte loro per continuare a costruire missili balistici che possono minacciare qualsiasi parte nel mondo". Se il missile, questo il suo ragionamento, avesse volato su una traiettoria standard disegnata per massimizzare il suo raggio d'azione, avrebbe avuto una gittata di oltre 8.100 miglia: "significativamente più lunga dei precedenti missili a lungo raggio testati dalla Corea del nord, che hanno volato su traiettorie a parabola per 37 e 47 minuti".

Haley ha sottolineato che gli Usa non cercano una guerra e ha detto che, se ci dovesse essere, sarà dovuta ai "ripetuti atti di aggressione" da parte di Pyongyang.