Banca Etruria, Pd: "Emergono responsablilità di Bankitalia"

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Ieri, durante l'audizione del procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi che ha coordinato le indagini sul crack di Banca Etruria, sono emerse le questioni ancora aperte sul ruolo degli organi di vigilanza, su cui gli inquirenti hanno messo un faro già dall'estate.

Nello stesso momento, Matteo Renzi era sul treno del Pd in giro per il Piemonte, per l'occasione con Maria Elena Boschi. Oggi, quando farà il punto finale sul viaggio del treno 'Destinazione Italia', ha promesso di tornare su questo tema. "Sta emergendo una responsabilità di Bankitalia, come già sulle Venete - spiegano fonti del Nazareno vicine al leader dem -". "Oggi inizia a sgretolarsi il castello di strumentalizzazioni con cui in questi mesi è stata raccontata la vicenda di Banca Etruria - commenta il presidente del Pd Matteo Orfini - Ed iniziano ad emergere le vere responsabilità, a cominciare da quelle di Banca d'italia sia nella mancata vigilanza sia nell'immaginare di riorganizzare parte del sistema intorno alla Popolare di Vicenza, le cui difficoltà pure erano abbastanza evidenti già allora".

Da via Nazionale si respingono però le accuse specificando di non aver mai sostenuto il matrimonio con Pop Vicenza e che il commissariamento non è stato deciso per la mancata aggregazione. "E non poteva che essere cosi, perché nell'ambito dell'autonomia imprenditoriale che caratterizza qualsiasi banca, la scelta del partner è di competenza della banca stessa".

Il caso giudiziario di Banca Etruria è quello dove Bankitalia e Consob sono messi sotto osservazione in modo più critico.

Secondo il magistrato, infatti, sarebbe stata proprio Banca d'Italia a spingere - nel breve lasso di tempo tra la fine del 2013 e l " inizio dell'anno successivo - perché Banca Etruria procedesse all'accordo con la Popolare di Vicenza, poi a quanto pare fonte (ma non unica) di tanti guai per l'istituto aretino e centinaia di risparmiatori.